martedì 18 luglio 2017

Scriverò un racconto.


Mariangela Ciceri
giornalista - scrittrice di gialli - direttore UnitreAlessandria
docente di scrittura creativa Università delle Tre Età
Autrice di: Prigioniera della paura (romanzo)
Ricatto silenzioso (romanzo)
Scrivere, raccontare, raccontarsi. Manuale e tecniche di scrittura creativa
per vedere tutte le mie pubblicazioni visita la pagina: i libri che ho pubblicato

 
La scrittura di un racconto, di qualunque genere, richiede l’applicazione e il conseguente rispetto di regole, senza le quali i personaggi e la trama non avrebbero senso.
La maggior parte delle persone che hanno frequentato i miei corsi, sette delle quali hanno poi pubblicato con case editrici, non si è adattata «facilmente» a questo passaggio, essenziale a mio avviso, per scrivere un buon testo, rispetto a un «buon tema scolastico».
La creatività, la fantasia, lo scrivere in modo leggibile e scorrevole non sempre sono gli elementi che determinanti.
Anzi!
C’è chi con le parole scritte, come quelle orali, è abile, ma lo è nel fornire dettagli irrilevanti e nell’infarcire i contenuti di retorica da supermercato.
La prima cosa da chiedersi quindi, quando ci accingiamo a scrivere un racconto è:
Per chi lo scrivo? (è una pagina di diario?)
A chi lo scrivo? (è un testo per bambini, adolescenti, adulti?)
Quale futuro prevedo per questo testo? (resterà nel cassetto o intendo proporlo?)
Se voglio mettere su carta una mia esperienza, consapevolizzare emozioni, ricostruire eventi, condire con fantasia i ricordi, abbellendoli o appesantendoli, sarò assolutamente libera di usare una modalità di scrittura personale e non soggetta a critiche tecniche.
Se invece il mio obiettivo sarà incominciare a sperimentare una scrittura più «professionale» le regole non possono che essere le mie fidate compagne di viaggio.
Inoltre se quello che voglio dire scrivendo, è ben chiaro nella mia testa, dovrò fare sempre molta attenzione, a non sottintendere ciò che per altri non è esplicito.
Se la mia intenzione è invece sottoporre il testo a un editore o a un concorso, dovrò tenere ben chiara la regola principale, a mio parere, della scrittura creativa: il rispetto delle parti che compongono qualunque produzione letteraria e che se inesistenti o non equilibrate, rendono mediocre qualunque buona idea.
Esse sono: l’incipit, anzi, un buon incipit che invogli l’editore o chi per esso ad andare oltre la seconda riga di quanto scritto, una parte iniziale, una parte centrale e una conclusione.
Sono elementi imprescindibili per narrare, sono binari entro i quali il treno del raccontare può costruire il suo percorso, fatto di rettilinei, curve, gallerie, ma sempre all’interno di «binari» che garantiscono l’arrivo, ovvero la fine.
Un inizio troppo lungo rispetto alla conclusione o viceversa, non sono un buon biglietto da visita.
Per soddisfare le regole occorrono esperienza, pazienza e aver letto moltissimo.  

Esercizio. Scrivi un breve racconto dal titolo: «Il profumo dell’estate» cercando di identificare, segnalandolo, l’incipit, l’inizio, la parte centra e la conclusione.

 

 
 

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