martedì 15 agosto 2017

Viaggi narrativi.


Mariangela Ciceri
giornalista - scrittrice
docente di scrittura creativa Università delle Tre Età
organizza corsi e laboratori in Alessandria
 
È esattamente quello che rappresenta lo scrivere: un viaggio attraverso il quale raccontare eventi, fatti, storie che sentiamo avere un senso raccontare.
Chi scrive di professione ben conosce quel bisogno che nasce da dentro di intraprendere un nuovo itinerario di cui conosce solo la data di partenza, ma del quale, nella maggior parte dei casi, all’inizio, ignora le tappe e gli eventuali rallentamenti o le imprevedibili complicazioni.
Si «parte» per soddisfare un desidero.
Si creano personaggi per avere gli strumenti necessari a raccontare.
Si scelgono luoghi, tempi e quando questo viene fatto con impegno si creano le ambientazioni giuste per una storia che ha bisogno di definire i propri contorni e trovare il giusto rilievo.
Ci sono viaggi narrativi che nascono per la creatività e la fantasia di chi li scrive e ne cura le trame e i dettagli. Altri che ci inducono a ripercorre vecchi itinerari vissuti con apprensione o gioia.
Stanze narrative collocate dentro di noi nella quali guardare e guardarsi, assume una valenza «intima» con la quale non è sempre facile confrontarsi.
Scrivere, a qualunque livello, è un modo alternativo di essere noi stessi.
Gli scrittori creano personaggi immaginari entro ai quali mettere, ben nascosti, pregi e virtù proprie o delle persone che conoscono.
Chi intraprende il proprio viaggio narrativo, colloca sé stesso al centro di una storia, la sua storia, che vorrebbe poter riscrivere.
La narrazione è qualcosa che ci porta oltre la quotidianità di vissuti percepiti come prigioni, che ci fa scoprire relazioni e situazioni desiderate o evitate di cui non sempre abbiamo consapevolezza.
Scrivere è liberare quella parte di noi a cui non sempre abbiamo concesso di dire la sua. È controllare l’incontrollabile, amare ciò che non è amabile, odiare ciò che ci hanno o ci siamo costretti ad amare.
Scrivere, in alcuni casi, è prendere la giusta distanza da ciò che ci fa soffrire e riavvicinarci a ciò che ci render felici.
Ma il dono più prezioso dello scrive e di compiere un viaggio narrativo è che solo noi potremo decidere SEMPRE se e quando rendere pubblico quello che abbiamo narrato. E se le parole che hanno preso forma sul foglio ci sembrano troppo intime, nulla ci impone di fare qualcosa di diverso che nasconderle nello scrigno dei nostri segreti, oppure, se rileggerle ci provoca dolore, bruciarle e lasciare che sia l’aria a condurle lontano da noi.
Scrivere è un moto di essere liberi. È vivere una libertà a cui, una volta assaporata, è difficile rinunciare.  
 
 

Testi Copyright © 2017 Mariangela Ciceri
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Immagini Copyright © 2017 Brajda Bruno Gabriele


 
 

 
 




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