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San Lorenzo

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San Lorenzo  Nicoletta Frigo  Il campo che dietro casa scende a valle fino al limite del bosco, profuma del fieno appena tagliato e disteso ad asciugare in lunghe file parallele.  Assorta nel profumo reso più intenso dalla notte,  ascolto i suoni vicini, le voci dei grilli  e quelli più distanti, gli uccelli notturni, i richiami dei caprioli, il fruscio delle fronde.  Guardo il cielo sopra di me, immenso, luminoso di stelle.  È tardi la luna è avanti nel suo percorso e la via lattea, attraversa lattiginosa la notte.  Aspetto che la pace scenda nel mio cuore e plachi il tumulto di sentimenti che lo scuote.  Lascio scorrere le lacrime sul viso, sul collo, sulla tristezza, la rabbia, l'ineluttabilità degli eventi. Mi sento piccola  nell’immensità splendente di cui sono parte.  Chi sono? Dove vado? Perché? La mia solitudine è reale?  Dal cielo improvvisamente si stacca una stella. E poi ancora  una e un’altra.  Lunghe sci...

La cartolina!

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  La cartolina Franca De Rossi Quel pomeriggio di fine giugno faceva troppo caldo per uscire. Così Melania decise di aprire la vecchia scatola di latta, quella che usava come archivio delle cartoline ricevute nel corso degli anni. Era in soffitta, nel vecchio baule della nonna. La trovò subito. L’aprì e cominciò a guardarle finché la sua attenzione fu attirata da una con il margine dentellato. Rappresentava l’isola di Lipari in tutta la sua bellezza. L’aveva riconosciuta subito. La girò per rileggere un nome mai dimenticato: Filippo. La frase era informale: saluti estensibili a tutta la famiglia. Lei sapeva che dietro c’era un sentimento che lui aveva nutrito, cresciuto per tutta la durata del corso scolastico alla scuola di allievi di Pubblica Sicurezza. Non se n’era mai accorta. Era consapevole di essere stata osservata, studiata, scrutata durante le sue lezioni cattedratiche. D’altronde era una giovane e bella ragazza, sempre vestita alla moda con uno stile molto perso...

Estate 1976

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Il testo che vi propongo oggi è di Nicoletta Frigo del gruppo di Corso di Scrittura Avanzato dell’Unitre di Alessandria è anche una delle scrittrici premiate al Concorso Letterario Nazionale Premio Pierluigi Omodeo di Giallialessandrini2026.   Estate 1976 Nicoletta Frigo Sono le 7.30 del mattino, seduta sul sedile di legno del treno locale per Voghera, con i libri stretti in una cinghia di fianco, apprezzo il fatto che la carrozza abbia tutti i finestrini abbassati e non sia ancora rovente. La sarà certamente nel viaggio di ritorno a pomeriggio inoltrato. Le scuole sono finite da circa una settimana ma noi studenti che affronteremo l’esame di maturità, giriamo ancora con i libri sottomano e un’ansia per nulla simile a quella delle interrogazioni e dei compiti in classe sostenuti durante l’anno. In perfetto orario, scendo alla stazione di Pontecurone e mi avvio con passo spedito al bar poco distante dove Marzia, la mia compagna di classe, mi aspetta prima di recarci a casa sua...

In attesa dell'estate

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In attesa dell’estate Alessandra Santoboni Aveva un modo tutto suo di aspettare l'estate, di assaporare in anticipo tutto ciò che quella stagione le avrebbe regalato: i bagni al mare, le partite a pallone sulla spiaggia con gli amici (era bravissima e teneva testa anche ai maschi), le lunghe pedalate in bicicletta lungo la pineta che costeggiava il mare. Sdraiata sul letto, con la testa rivolta verso il fondo della spalliera e lo sguardo perso tra le nuvole che scorrevano nel cielo, ripercorreva i ricordi dell'estate precedente e immaginava con entusiasmo quella che sarebbe arrivata, pensando ai giorni spensierati che avrebbe vissuto insieme ai suoi amici. Con la fantasia aveva un rapporto speciale. Era il luogo in cui poteva rifugiarsi senza mai sentirsi delusa, perché quel legame era fatto di libertà, sogni e infinite possibilità. Ancora oggi, a distanza di cinquant'anni, lei e la sua fantasia continuano a camminare insieme, perdendosi e ritrovandosi continuamente, perché...

Narrazioni estive: E anche quell’anno arrivò l’estate!

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  Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa Avanzato dell'Unitre di Alessandria.      E anche quell’anno arrivò l’estate! Patrizia Cancelliere   Giacomo veniva chiamato Mino in famiglia e non lo sopportava, gli sembrava un diminutivo sminuente. Molto meglio Giac, come lo chiamavano gli amici, che poi, in un impeto di esterofilia, era diventato Jack. Gli suonava molto più virile, sì, virile era la parola giusta. Mino, o meglio Jack, aveva undici anni, era mingherlino, occhialuto e studioso. Aveva un fratello di diciassette, bello, sfacciato e palestrato che era il suo mito. Non aveva dovuto rimaneggiare il suo nome per sentirsi forte, lui. Si chiamava Furio e mai nessuno, tranne nonna Bice che aveva tentato con Fufù, subito cassato, aveva pensato che gli servisse un appellativo diverso per dimostrare la sua grinta. Era forte e deciso, il leader delle compagnie di cui faceva parte, di quella di città e di quella del mare dov...

Narrazioni estive: Jeux sans frontières

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  Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa Avanzato dell'Unitre di Alessandria.      Jeux sans frontières di Sandra Bruno Ogni anno, un certo giorno di giugno, nonna Maria decideva che l’estate era vicina e partiva per il mercato. Acquistava, dopo estenuanti trattative sul prezzo, nel quale l’ambulante aveva sempre la peggio, scampoli di tessuti leggeri e colorati. La mattina dopo il grande tavolo, sotto l’ombra rinfrescante del noce, si ricopriva di stoffe dalle tonalità luminose dell’estate. La nonna, prendeva le misure, tagliava il tessuto, passava i punti molli, imbastiva, provava, cuciva. Realizzava pantaloncini, gonne, canotte, vestitini estivi per i suoi tre nipoti. L’attività procedeva per parecchi giorni. Quando arrivava la sera, la lunga ombra della casa creava una zona fresca e lì si radunava tutto il vicinato. Si mettevano le seggiole, quelle piccole davanti, per i bambini, quelle più grandi dietro, difronte ...

Narrazioni estive: Accadde un’estate di Roberto Ghione

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Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.                                     Accadde un’estate di Roberto Ghione  L'ammiravo sempre mentre dormiva appagata, dopo l'amore. Mi tornavano in mente le parole del principe Myskin: “Siete così bella che si ha persino paura di guardarvi.” Non riuscivo a capacitarmi di poter vivere con lei. “Perché mi osservi mentre dormo?” “Ho timore di guardare i tuoi occhi.” “Devo lasciarti.” Disse d' improvviso. “Non sei quello giusto per me, voglio sposarmi, farò due figli, prima un maschio e poi una femmina, magari tre, non si sa mai.” Sapevo che, prima o poi, sarebbe successo, pensai, rassegnato, che fosse troppo bella per me. Accadde un'estate di rivederla al mare, giocava sulla spiaggia con due bambini, un maschietto e una femminuccia poco più piccola, non riuscivo a smettere di co...