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Gli autori di Il suono delle parole: Anna Maria Ponzano

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Gran guazzabuglio in sala. Il pranzo di Natale è quasi finito e i commensali ridono e parlano, facendo a gara a chi si fa sentire di più. Tutti seduti, satolli, con le guance molto colorate, gli stecchini in bocca ad aiutare il fritto misto e il bollito a uscire dalle voragini nei denti, i bicchieri di vino da finire o da riempire di nuovo e una, o forse due, massaie che ancora vanno e vengono dalla cucina alla sala con vassoi vuoti e pieni. In cucina, seduta nell'angolo vicino alla radio, c'è una bambina lunga e magra, con le ginocchia raccolte e i piedi sul bordo della sedia, con il regalo di Natale aperto tra le mani: il libro Pinocchio . Ha imparato a leggere da poco, a scuola, ed è lì, incantata, davanti alle pagine. Non sente alcun rumore, non vede movimenti. Muove solo gli occhi e le dita, ogni tanto. Quando gli invitati iniziano a spostare sedie, a indossare sciarpe e cappotti, a salutare; quando la porta d'entrata si apre facendo entrare aria fredda e qualche s...

Gli autori di Il suono delle parole: Roberto Ghione

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  Due anni fa, il 15 agosto, mi trovavo, con Nicoletta e Paolo, a passeggiare sul sentiero che, partendo da Gressoney-la-Trinité, arriva al piccolo paese Walser di Biel.  Di fronte a noi, il Rosa, con il ghiacciaio del Lys, illuminato dal sole e, alla nostra destra, l'omonimo, impetuoso torrente.  Una panchina, tra i larici, ci aspettava.  Imprevedibilmente, confido a Nicoletta che, più volte, quando la passeggiata è deserta e il silenzio è rotto solo dal rumore dell'acqua e del vento tra gli alberi, provo un insolito impulso a trascrivere le mie emozioni.  Di certo, senza la camminata con i miei due amici e i successivi incoraggiamenti di Nicoletta, non avrei mai immaginato di poter entrare nel gruppo di Scrittura creativa e di condividere, con le mie compagne di corso, questa memorabile esperienza.  Per me, incorreggibile indolente, la scrittura è come un'impegnativa escursione in montagna.  Durante il percorso, continuo a chiedermi perché fare tut...

Gli autori di Il suono delle parole: Nicoletta Frigo

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  Scrivere per me è un luogo, lo è sempre stato. Sulla pagina metto in ordine i pensieri, quando le emozioni sono troppo e impediscono di ragionare. Le parole scivolano sul foglio lievi, disegnano immagini, evocano suoni, odori, volti, creano storie. Lo scritto si riempie, come un vecchio baule, delle cose di tutti i giorni: vita vissuta e immaginata, sussurrata e urlata, tradita, umiliata, dimenticata, vera, falsa, ambita, persa e ritrovata. Scrivere è il luogo, solo mio, per ricucire, ritrovare, darmi tempo e respirare ma, se le mie parole suscitano emozioni in chi le legge, sorrido perché è bello condividerle. Scrivere mi aiuta, spesso mi salva ma c’è un’altra cosa che mi spinge a farlo. Amo le parole, la musicalità della frase, l’immaginario che suscita la loro sequenza, diverso per ognuno, intriso di emozioni, carico di significati o leggero come un soffio di gioventù. Scrivere è il mio “alter ego”, compensa la mia fisicità, il mio bisogno di movimento, di sfide pe...

Gli autori di Il suono delle parole: Gianna Fossati

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  “Raccontami una storia!” Era il mio ritornello da bambina. Risento ancora la voce di mamma che mi accontenta con poche fiabe, con i fatti della sua vita e tante letture, soprattutto i racconti mensili del libro Cuore . Mio padre, volentieri, narrava della sua infanzia, delle sue esperienze da giovane carabiniere, delle vicende dell’ultima Guerra. Tutto contribuiva ad arricchire la mia conoscenza della memoria comune, della Storia, per cui ho sempre nutrito un rispetto quasi sacrale. Credo che la Storia e le storie abbiano costituito il nucleo, la motivazione dei miei interessi, anche professionali. Con il tempo, la faticosa conquista della lettura in prima persona e, conseguentemente, della scrittura, mi hanno guidata alla scoperta dei libri, miniera inesauribile di racconti. Da insegnante, ho sempre cercato di stimolare i ragazzi a creare testi personali, anche attraverso le rime, i giochi di parole, le esplorazioni semantiche più ardite, per gustare tutta la ricchezza del...

Gli autori di Il suono delle parole: Anna Corti

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  Sono sempre stata una donna di numeri, appassionata di matematica e fisica, impegnata professionalmente con bilanci e andamenti di mercati. Non avrei, quindi, mai immaginato di veder “pubblicati” i miei testi alla veneranda età che ho raggiunto, con nipoti ormai universitari. In effetti, oltre alla matematica, ho sempre amato molto leggere, qualsiasi argomento m’interessa, ma non ho mai pensato di scrivere. Cinque anni fa, incuriosita, mi sono iscritta al corso di Scrittura creativa ed è stata una rivelazione scoprire di riuscire a narrare storie. A quel punto, mi sono fissata l’obiettivo di raccontare l’epopea di mio padre, durata cinque anni durante la Seconda Guerra Mondiale, compreso l’internamento in un lager tedesco. Sono orgogliosa di averlo fatto e di aver affidato il testo ai miei nipoti, perché non vada perso il ricordo delle vicissitudini tremende vissute dal loro bisnonno e da un’intera generazione, ormai quasi completamente scomparsa. E continuerò a cerc...

Gli autori di Il suono delle parole: Ida Canepa

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  Amo le parole perché le parole hanno un’anima.  Se ben utilizzate, sono musica rara, stimoli sempre nuovi per il cuore e il cervello. Basta una parola per fare innamorare o per uccidere, per confortare o per straziare. Amo entrare nel significato delle parole di un libro, ne sento la rotonda melodia e mi piace quando si accompagnano, come sublime poesia, alla voce di Guccini o De André. Più volte, a teatro, le parole mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi per il riso o il pianto e sempre, dopo, mi sono sentita una persona migliore. A volte, penso che non valga la pena di scrivere, perché già tanto di meraviglioso è stato scritto e io non aggiungerei certo nulla di bello o di nuovo, ma poi mi viene nostalgia della penna e scrivo. Poi, leggo e rileggo e rileggo ancora, le parole mi chiamano e io rispondo: siamo amiche.  

Gli autori di Il suono delle parole: Patrizia Cancelliere

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  Due sono state le persone che hanno influenzato, positivamente, il mio amore per la scrittura. Ho avuto una nonna, topo di campagna, che, nella sua semplicità culturale, mi ha fatto un grande regalo, raccontandomi, con passione, le storie che lei stessa aveva sentito da piccola quando, nelle sere d’inverno, si ritrovava, con la famiglia, nella stalla per scaldarsi. Non erano le fiabe dei fratelli Grimm o di Andersen, che la nonna, di sicuro, non aveva mai sentito nominare ma erano vicende di persone, a volte tristi e a volte divertenti, come solo la vita vera sa essere. Dal piacere di ascoltare al piacere di raccontare, il passo è stato brevissimo. Molti anni dopo, poi, ho avuto un fidanzato che, nel corso di una discussione piuttosto feroce sul nostro rapporto, mi ha accusata di “creare dei miti nella quotidianità”. Aveva ragione ma, mentre lui la considerava una cosa disdicevole, per me era una benedizione. Inutile dire che ci siamo lasciati e che io, inossidabile, continuo a...