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HALLELUJAH

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  HALLELUJAH  Nicoletta Frigo Le notti in ospedale si assomigliano tutte. Il riposo accompagnato da rumori ricorrenti svela il passo di un'infermiera, il lamento di un malato sofferente, il suono roco di un campanello. Qualcuno chiede aiuto, voci sussurrate, tramestio, odore di disinfettante, un carrello che si sposta e poi ancora lo strano silenzio ovattato. Tu riposi nel letto e io mi sono seduta per terra vicino alla luce notturna. Non voglio turbare il tuo sonno ma la notte è   lunga da passare. Ho indossato le cuffie per ascoltare un po'di musica e leggo un libro sfruttando il fioco chiarore. l'ho ripreso, e dopo averlo consumato in fretta ora lo gusto, parola per parola, frase per frase. Creo immagini, sono dentro la storia, dentro il fluire del racconto quando, dal lettore CD, parte una canzone.  Elisa interpreta Hallelujah.   Interrompo la lettura, alzo lo sguardo. Sei lì, respiri piano, i folti capelli bianchi posati sul cuscino, gli occhi chiusi, l...

Zanzare!

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  Zanzare! di Patrizia Cancelliere   Tutti ci siamo chiesti, almeno una volta nella vita, quale sia l’utilità delle zanzare nel mondo. Chi è religioso, con un atto di fede, accetta che esistano, pensando che, se l’Essere Superiore le ha create, una ragione ci deve essere. Chi non crede, è sicuro che siano state il prodotto di un bizzarro incidente, avvenuto durante l’evoluzione degli animali sulla terra. Resta il fatto che esse sono tra di noi e ignorarle, a volte, è proprio impossibile.   Per un lungo periodo della mia vita, però, da quel punto di vista, sono stata molto fortunata. Ignorarle mi risultava facile perché loro, per prime, si disinteressavano a me. Non usavo repellenti, il cui odore sulla pelle mi infastidiva ma, nonostante questo, ero l’unica che potesse affrontare serenamente le sere estive fuori di casa e sperare di tornare senza nemmeno una puntura. “Hai un gusto cattivo!” Mi prendevano in giro gli amici, invidiosi, grattandosi furiosamente i po...

La zanzara

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  La zanzara Roberto Ghione È notte inoltrata, la partita "Norvegia-Inghilterra", è finita da poco. Hanno vinto gli inglesi, in fondo mi spiace, erano simpatici i norvegesi. Tento di andare a letto, il caldo è insopportabile, lascio le finestre aperte, per fortuna abbiamo la zanzariera. Cerco di addormentarmi ma in camera è entrata una zanzara, la sento, si aggira nella stanza, prima o poi mi pungerà … ne sono certo. "La porta d'entrata!", le raccomando sempre di stare attenta ma è inutile, tanto beccano sempre me le malefiche. Accendo la luce, mi metto gli occhiali, rimango immobile e decido di sorprenderla mentre mi svolazza intorno. Niente da fare! Forse sono dotate di capacità cognitive. Sono stanchissimo, spengo la luce e mi copro con il lenzuolo fin sopra i capelli, il terribile ronzio si amplifica proprio vicino alle mie orecchie! Basta!!!!! Sono esausto, mi scopro completamente e decido di immolarmi come un nobile del ‘700 condotto alla...

Una canzone che non dimenticheranno mai

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  Una canzone che non dimenticheranno mai di Patrizia Cancelliere   Lui e lei sono amici da tempo. Lui vive contento di quello che ha, sereno, allegro, curioso. Anche lei vive contenta di quello che ha, forse un po’ più inquieta ma ugualmente allegra e curiosa. Ridono delle stesse cose e si divertono tanto quando sono insieme. Lui è riflessivo mentre, per lei, riflettere è un verbo poco conosciuto, un’azione vagamente preoccupante. È convinta che prima si debba agire spinti dal cuore, e poi, se è andato tutto bene si mietono successi, altrimenti si cerca di aggiustare i disastri. Però, lei è affascinata, stupita, dalla capacità di lui di analizzare i problemi e trovare soluzioni e lui dalla vitalità di lei e dalla sua capacità far scivolare le cose al loro posto senza sforzo. Anche se sono in compagnia degli amici, diventa sempre più naturale cercarsi con gli occhi, stare vicini, parlare l’uno all’altra come se il resto del mondo non esistesse. La sera del ...

Una canzone che non dimenticherò mai

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  Una canzone che non dimenticherò mai Franca De Rossi Seduta accanto alla finestra nella vecchia cucina della piccola casa di montagna, osservavo l’alba stringendo tra le mani la tazza d’orzo ancora fumante. Il mio sguardo si stava perdendo tra le fronde delle betulle, quando improvvisamente mi è sembrato di avvertire vicino a me una presenza familiare. Mi sono girata. Mio marito era in piedi che mi fissava. “Ti piacciono così tanto? Dicono che incarnino la giovinezza, la purezza” ha precisato. Lo guardai dritto negli occhi. “Interessante. Lo sai che ne sono sempre rimasta affascinata. In particolare mi piace la corteccia, bianco-argentato che può sbucciarsi in sottili strati. Se l’accarezzi è liscia, vellutata al tatto. Se proprio devo descriverla in modo suggestivo, allora dico che si tratta di un’esperienza sensoriale unica.” “Ci credo” ha risposto. “Lo capisco dal colore dei tuoi occhi che diventano più luminosi e più azzurri del cielo. Quando sei in contemplazione...

La notte di san Lorenzo

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  La notte di san Lorenzo Gianna Fossati   Mentre mi accingo a morsicare l’ultimo boccone di mela, intravedo una sagoma indefinibile infilare il corridoio.    “ Paolo, - urlo- le coperte nooo!” “E lasciali fare: lo sai che tutti gli anni è così!” Lo so bene, penso infatti, mentre scorgo la figuretta di   Silvia che insegue il fratello. Ridendo e correndo   sbattono la   porta, incuranti del mio grido. Vanno sulle “combe” , i prati a   terrazzamento dietro al paese, dove, secondo le indicazioni di Laura, decana del villaggio, non arrivano le luci delle case, dei lampioni e del bar, così che si possono vedere le stelle cadenti. Mi rassegno: faranno le ore piccole, coricati sui plaid a guardare il cielo e chissà che altro.   Noi due stasera non scenderemo nel bar a intonare in coro le canzoni di “Quelli della notte”, con l’accompagnamento di Silvia alla chitarra. “Non ci hanno lasciato nemmeno una coperta !” borbotto. “E non fare la su...

San Lorenzo

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San Lorenzo  Nicoletta Frigo  Il campo che dietro casa scende a valle fino al limite del bosco, profuma del fieno appena tagliato e disteso ad asciugare in lunghe file parallele.  Assorta nel profumo reso più intenso dalla notte,  ascolto i suoni vicini, le voci dei grilli  e quelli più distanti, gli uccelli notturni, i richiami dei caprioli, il fruscio delle fronde.  Guardo il cielo sopra di me, immenso, luminoso di stelle.  È tardi la luna è avanti nel suo percorso e la via lattea, attraversa lattiginosa la notte.  Aspetto che la pace scenda nel mio cuore e plachi il tumulto di sentimenti che lo scuote.  Lascio scorrere le lacrime sul viso, sul collo, sulla tristezza, la rabbia, l'ineluttabilità degli eventi. Mi sento piccola  nell’immensità splendente di cui sono parte.  Chi sono? Dove vado? Perché? La mia solitudine è reale?  Dal cielo improvvisamente si stacca una stella. E poi ancora  una e un’altra.  Lunghe sci...