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Narrazioni estive: Jeux sans frontières

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  Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.      Jeux sans frontières di Sandra Bruno Ogni anno, un certo giorno di giugno, nonna Maria decideva che l’estate era vicina e partiva per il mercato. Acquistava, dopo estenuanti trattative sul prezzo, nel quale l’ambulante aveva sempre la peggio, scampoli di tessuti leggeri e colorati. La mattina dopo il grande tavolo, sotto l’ombra rinfrescante del noce, si ricopriva di stoffe dalle tonalità luminose dell’estate. La nonna, prendeva le misure, tagliava il tessuto, passava i punti molli, imbastiva, provava, cuciva. Realizzava pantaloncini, gonne, canotte, vestitini estivi per i suoi tre nipoti. L’attività procedeva per parecchi giorni. Quando arrivava la sera, la lunga ombra della casa creava una zona fresca e lì si radunava tutto il vicinato. Si mettevano le seggiole, quelle piccole davanti, per i bambini, quelle più grandi dietro, difronte alla fine...

Narrazioni estive: Accadde un’estate di Roberto Ghione

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Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.                                     Accadde un’estate di Roberto Ghione  L'ammiravo sempre mentre dormiva appagata, dopo l'amore. Mi tornavano in mente le parole del principe Myskin: “Siete così bella che si ha persino paura di guardarvi.” Non riuscivo a capacitarmi di poter vivere con lei. “Perché mi osservi mentre dormo?” “Ho timore di guardare i tuoi occhi.” “Devo lasciarti.” Disse d' improvviso. “Non sei quello giusto per me, voglio sposarmi, farò due figli, prima un maschio e poi una femmina, magari tre, non si sa mai.” Sapevo che, prima o poi, sarebbe successo, pensai, rassegnato, che fosse troppo bella per me. Accadde un'estate di rivederla al mare, giocava sulla spiaggia con due bambini, un maschietto e una femminuccia poco più piccola, non riuscivo a smettere di co...

Gli autori di Il suono delle parole: Alessandra Santoboni

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  Se doveste chiedermi quando è nato il mio amore per la scrittura, probabilmente vi direi che è nato con me. A memoria, infatti, dal momento che sono stata in grado di scrivere frasi di senso compiuto, quelle sono state le mie prime storie scritte, i miei primi racconti. Da persona emotiva, ho sempre cercato un rifugio sicuro dove liberare le mie emozioni e lì, nei quaderni, nei diari, proprio lì riuscivo a dar loro forma. Ci fu il periodo delle poesie, che scrivevo in continuazione, tanto da andare in giro sempre con dei taccuini pensando: Non si sa mai, mi venisse l'ispirazione e, per una di loro, ebbi addirittura la soddisfazione di vederla pubblicata. La consapevolezza che quello che scrivevo potesse piacere fu quando, all’esame per il diploma superiore, il mio tema fu il migliore dell'intera scuola. Incredibile!! Le mie emozioni, che avevano preso forma su quel foglio di carta, erano piaciute. Nonostante questo, di tempo ne è passato prima di riprendere una pen...

Gli autori di Il suono delle parole: Anna Maria Ponzano

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Gran guazzabuglio in sala. Il pranzo di Natale è quasi finito e i commensali ridono e parlano, facendo a gara a chi si fa sentire di più. Tutti seduti, satolli, con le guance molto colorate, gli stecchini in bocca ad aiutare il fritto misto e il bollito a uscire dalle voragini nei denti, i bicchieri di vino da finire o da riempire di nuovo e una, o forse due, massaie che ancora vanno e vengono dalla cucina alla sala con vassoi vuoti e pieni. In cucina, seduta nell'angolo vicino alla radio, c'è una bambina lunga e magra, con le ginocchia raccolte e i piedi sul bordo della sedia, con il regalo di Natale aperto tra le mani: il libro Pinocchio . Ha imparato a leggere da poco, a scuola, ed è lì, incantata, davanti alle pagine. Non sente alcun rumore, non vede movimenti. Muove solo gli occhi e le dita, ogni tanto. Quando gli invitati iniziano a spostare sedie, a indossare sciarpe e cappotti, a salutare; quando la porta d'entrata si apre facendo entrare aria fredda e qualche s...

Gli autori di Il suono delle parole: Roberto Ghione

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  Due anni fa, il 15 agosto, mi trovavo, con Nicoletta e Paolo, a passeggiare sul sentiero che, partendo da Gressoney-la-Trinité, arriva al piccolo paese Walser di Biel.  Di fronte a noi, il Rosa, con il ghiacciaio del Lys, illuminato dal sole e, alla nostra destra, l'omonimo, impetuoso torrente.  Una panchina, tra i larici, ci aspettava.  Imprevedibilmente, confido a Nicoletta che, più volte, quando la passeggiata è deserta e il silenzio è rotto solo dal rumore dell'acqua e del vento tra gli alberi, provo un insolito impulso a trascrivere le mie emozioni.  Di certo, senza la camminata con i miei due amici e i successivi incoraggiamenti di Nicoletta, non avrei mai immaginato di poter entrare nel gruppo di Scrittura creativa e di condividere, con le mie compagne di corso, questa memorabile esperienza.  Per me, incorreggibile indolente, la scrittura è come un'impegnativa escursione in montagna.  Durante il percorso, continuo a chiedermi perché fare tut...

Gli autori di Il suono delle parole: Nicoletta Frigo

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  Scrivere per me è un luogo, lo è sempre stato. Sulla pagina metto in ordine i pensieri, quando le emozioni sono troppo e impediscono di ragionare. Le parole scivolano sul foglio lievi, disegnano immagini, evocano suoni, odori, volti, creano storie. Lo scritto si riempie, come un vecchio baule, delle cose di tutti i giorni: vita vissuta e immaginata, sussurrata e urlata, tradita, umiliata, dimenticata, vera, falsa, ambita, persa e ritrovata. Scrivere è il luogo, solo mio, per ricucire, ritrovare, darmi tempo e respirare ma, se le mie parole suscitano emozioni in chi le legge, sorrido perché è bello condividerle. Scrivere mi aiuta, spesso mi salva ma c’è un’altra cosa che mi spinge a farlo. Amo le parole, la musicalità della frase, l’immaginario che suscita la loro sequenza, diverso per ognuno, intriso di emozioni, carico di significati o leggero come un soffio di gioventù. Scrivere è il mio “alter ego”, compensa la mia fisicità, il mio bisogno di movimento, di sfide pe...

Gli autori di Il suono delle parole: Gianna Fossati

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  “Raccontami una storia!” Era il mio ritornello da bambina. Risento ancora la voce di mamma che mi accontenta con poche fiabe, con i fatti della sua vita e tante letture, soprattutto i racconti mensili del libro Cuore . Mio padre, volentieri, narrava della sua infanzia, delle sue esperienze da giovane carabiniere, delle vicende dell’ultima Guerra. Tutto contribuiva ad arricchire la mia conoscenza della memoria comune, della Storia, per cui ho sempre nutrito un rispetto quasi sacrale. Credo che la Storia e le storie abbiano costituito il nucleo, la motivazione dei miei interessi, anche professionali. Con il tempo, la faticosa conquista della lettura in prima persona e, conseguentemente, della scrittura, mi hanno guidata alla scoperta dei libri, miniera inesauribile di racconti. Da insegnante, ho sempre cercato di stimolare i ragazzi a creare testi personali, anche attraverso le rime, i giochi di parole, le esplorazioni semantiche più ardite, per gustare tutta la ricchezza del...