C’era una volta in ufficio
di
Daniela Lentinio
Sono qui, su questo scaffale impolverato, la luce è sempre spenta, nessuno ricorda più chi sono e chi sono stato. Sono un fax ma in ufficio mi chiamavano Max, iniziavo il lavoro molto presto al mattino, la signorina Oriana era la prima persona che vedevo, mi salutava:
“Buongiorno Max hai qualcosa per me?"
Io sempre rispondevo anche se nessuno mi sentiva, ma
la signorina Oriana sorrideva quasi sentisse la mia risposta. Oriana,
aggiungeva fogli, se erano finiti, e attendeva i miei Biip beep biip che annunciavano che la lettera fax spedita era
giunta a destinazione. Funzionavo in modo semplice: nella fessura in alto si
infilava il documento, si componeva il numero di telefono del destinatario e si
inviava attraverso un grande tasto verde. Si aspettava che arrivassero altri
documenti.
Un brutto giorno, capii che la mia avventura
era finita. Arrivò insieme al computer la mail,
vi dico come funziona, si scrive sulla tastiera del computer e si invia senza Biip beep biip e senza tasto verde.
Mail la immagino una
miss inglese che non sorride mai, pronta nel suo lavoro in un modo sofisticato,
quasi altezzoso, ci fosse al mondo solo lei.
Ma che succede!
Si accende la luce, Ohh la signorina Oriana mi si avvicina, ha uno straccetto in mano e mi sta spolverando: “Etciù” starnutisco e con me la mia segretaria preferita.
E’ la polvere che ci fa starnutire: “ Buongiorno Max, ti spolvero un po’, mi manchi, il mio lavoro è cambiato con quelle mail, che dici se ogni tanto vengo a trovarti?”
“Magari, sarebbe un onore per me sentire ancora
la sua voce” Max sa che la sua linea telefonica non è più attiva, ma dal
sorriso di Oriana capisce che lei lo ha sentito. La Segretaria continua: “Sai,
ho saputo che in Germania ti fanno ancora lavorare, potresti farci un
pensierino”.
Immagine generata con IA
Max caro, la tua Oriana ti h regalato vita e momenti oltre la polvere, puoi Essere felice. Essere nei pensieri di chi ha collaboratocon te è sempre un bel momento da condividere. Io fossi in te partirei per questa avventura Germania. Chissà...
RispondiEliminaBrava Daniela, il tuo racconto regala un nomenti di nostalgia ma anche di tenerezza
RispondiEliminaBello, delicato, tenero, un po' melanconico come, d'altro canto, sono un po' malinconiche tutte quelle situazioni in cui ti ritrovi a rivivere cose che fanno parte non solo del tuo passato, ma soprattutto del tuo vissuto che un trigger, come un suono, un profumo o una situazione, scatenano e riportano alla memoria in maniera repentina e ti sembra che il tempo non sia mai passato. Un lago ghiacciato sepolto in fondo alla mente che si scioglie in un attimo e la sensazione te la ritrovi li, vivida e presente come se non si fosse mai sopita
RispondiEliminaCiao Paolo