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Visualizzazione dei post da 2026

La cartolina!

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  La cartolina Franca De Rossi Quel pomeriggio di fine giugno faceva troppo caldo per uscire. Così Melania decise di aprire la vecchia scatola di latta, quella che usava come archivio delle cartoline ricevute nel corso degli anni. Era in soffitta, nel vecchio baule della nonna. La trovò subito. L’aprì e cominciò a guardarle finché la sua attenzione fu attirata da una con il margine dentellato. Rappresentava l’isola di Lipari in tutta la sua bellezza. L’aveva riconosciuta subito. La girò per rileggere un nome mai dimenticato: Filippo. La frase era informale: saluti estensibili a tutta la famiglia. Lei sapeva che dietro c’era un sentimento che lui aveva nutrito, cresciuto per tutta la durata del corso scolastico alla scuola di allievi di Pubblica Sicurezza. Non se n’era mai accorta. Era consapevole di essere stata osservata, studiata, scrutata durante le sue lezioni cattedratiche. D’altronde era una giovane e bella ragazza, sempre vestita alla moda con uno stile molto perso...

Estate 1976

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Il testo che vi propongo oggi è di Nicoletta Frigo del gruppo di Corso di Scrittura Avanzato dell’Unitre di Alessandria è anche una delle scrittrici premiate al Concorso Letterario Nazionale Premio Pierluigi Omodeo di Giallialessandrini2026.   Estate 1976 Nicoletta Frigo Sono le 7.30 del mattino, seduta sul sedile di legno del treno locale per Voghera, con i libri stretti in una cinghia di fianco, apprezzo il fatto che la carrozza abbia tutti i finestrini abbassati e non sia ancora rovente. La sarà certamente nel viaggio di ritorno a pomeriggio inoltrato. Le scuole sono finite da circa una settimana ma noi studenti che affronteremo l’esame di maturità, giriamo ancora con i libri sottomano e un’ansia per nulla simile a quella delle interrogazioni e dei compiti in classe sostenuti durante l’anno. In perfetto orario, scendo alla stazione di Pontecurone e mi avvio con passo spedito al bar poco distante dove Marzia, la mia compagna di classe, mi aspetta prima di recarci a casa sua...

In attesa dell'estate

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In attesa dell’estate Alessandra Santoboni Aveva un modo tutto suo di aspettare l'estate, di assaporare in anticipo tutto ciò che quella stagione le avrebbe regalato: i bagni al mare, le partite a pallone sulla spiaggia con gli amici (era bravissima e teneva testa anche ai maschi), le lunghe pedalate in bicicletta lungo la pineta che costeggiava il mare. Sdraiata sul letto, con la testa rivolta verso il fondo della spalliera e lo sguardo perso tra le nuvole che scorrevano nel cielo, ripercorreva i ricordi dell'estate precedente e immaginava con entusiasmo quella che sarebbe arrivata, pensando ai giorni spensierati che avrebbe vissuto insieme ai suoi amici. Con la fantasia aveva un rapporto speciale. Era il luogo in cui poteva rifugiarsi senza mai sentirsi delusa, perché quel legame era fatto di libertà, sogni e infinite possibilità. Ancora oggi, a distanza di cinquant'anni, lei e la sua fantasia continuano a camminare insieme, perdendosi e ritrovandosi continuamente, perché...

Narrazioni estive: E anche quell’anno arrivò l’estate!

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  Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa Avanzato dell'Unitre di Alessandria.      E anche quell’anno arrivò l’estate! Patrizia Cancelliere   Giacomo veniva chiamato Mino in famiglia e non lo sopportava, gli sembrava un diminutivo sminuente. Molto meglio Giac, come lo chiamavano gli amici, che poi, in un impeto di esterofilia, era diventato Jack. Gli suonava molto più virile, sì, virile era la parola giusta. Mino, o meglio Jack, aveva undici anni, era mingherlino, occhialuto e studioso. Aveva un fratello di diciassette, bello, sfacciato e palestrato che era il suo mito. Non aveva dovuto rimaneggiare il suo nome per sentirsi forte, lui. Si chiamava Furio e mai nessuno, tranne nonna Bice che aveva tentato con Fufù, subito cassato, aveva pensato che gli servisse un appellativo diverso per dimostrare la sua grinta. Era forte e deciso, il leader delle compagnie di cui faceva parte, di quella di città e di quella del mare dov...

Narrazioni estive: Jeux sans frontières

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  Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa Avanzato dell'Unitre di Alessandria.      Jeux sans frontières di Sandra Bruno Ogni anno, un certo giorno di giugno, nonna Maria decideva che l’estate era vicina e partiva per il mercato. Acquistava, dopo estenuanti trattative sul prezzo, nel quale l’ambulante aveva sempre la peggio, scampoli di tessuti leggeri e colorati. La mattina dopo il grande tavolo, sotto l’ombra rinfrescante del noce, si ricopriva di stoffe dalle tonalità luminose dell’estate. La nonna, prendeva le misure, tagliava il tessuto, passava i punti molli, imbastiva, provava, cuciva. Realizzava pantaloncini, gonne, canotte, vestitini estivi per i suoi tre nipoti. L’attività procedeva per parecchi giorni. Quando arrivava la sera, la lunga ombra della casa creava una zona fresca e lì si radunava tutto il vicinato. Si mettevano le seggiole, quelle piccole davanti, per i bambini, quelle più grandi dietro, difronte ...

Narrazioni estive: Accadde un’estate di Roberto Ghione

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Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.                                     Accadde un’estate di Roberto Ghione  L'ammiravo sempre mentre dormiva appagata, dopo l'amore. Mi tornavano in mente le parole del principe Myskin: “Siete così bella che si ha persino paura di guardarvi.” Non riuscivo a capacitarmi di poter vivere con lei. “Perché mi osservi mentre dormo?” “Ho timore di guardare i tuoi occhi.” “Devo lasciarti.” Disse d' improvviso. “Non sei quello giusto per me, voglio sposarmi, farò due figli, prima un maschio e poi una femmina, magari tre, non si sa mai.” Sapevo che, prima o poi, sarebbe successo, pensai, rassegnato, che fosse troppo bella per me. Accadde un'estate di rivederla al mare, giocava sulla spiaggia con due bambini, un maschietto e una femminuccia poco più piccola, non riuscivo a smettere di co...

Gli autori di Il suono delle parole: Alessandra Santoboni

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  Se doveste chiedermi quando è nato il mio amore per la scrittura, probabilmente vi direi che è nato con me. A memoria, infatti, dal momento che sono stata in grado di scrivere frasi di senso compiuto, quelle sono state le mie prime storie scritte, i miei primi racconti. Da persona emotiva, ho sempre cercato un rifugio sicuro dove liberare le mie emozioni e lì, nei quaderni, nei diari, proprio lì riuscivo a dar loro forma. Ci fu il periodo delle poesie, che scrivevo in continuazione, tanto da andare in giro sempre con dei taccuini pensando: Non si sa mai, mi venisse l'ispirazione e, per una di loro, ebbi addirittura la soddisfazione di vederla pubblicata. La consapevolezza che quello che scrivevo potesse piacere fu quando, all’esame per il diploma superiore, il mio tema fu il migliore dell'intera scuola. Incredibile!! Le mie emozioni, che avevano preso forma su quel foglio di carta, erano piaciute. Nonostante questo, di tempo ne è passato prima di riprendere una pen...

Gli autori di Il suono delle parole: Anna Maria Ponzano

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Gran guazzabuglio in sala. Il pranzo di Natale è quasi finito e i commensali ridono e parlano, facendo a gara a chi si fa sentire di più. Tutti seduti, satolli, con le guance molto colorate, gli stecchini in bocca ad aiutare il fritto misto e il bollito a uscire dalle voragini nei denti, i bicchieri di vino da finire o da riempire di nuovo e una, o forse due, massaie che ancora vanno e vengono dalla cucina alla sala con vassoi vuoti e pieni. In cucina, seduta nell'angolo vicino alla radio, c'è una bambina lunga e magra, con le ginocchia raccolte e i piedi sul bordo della sedia, con il regalo di Natale aperto tra le mani: il libro Pinocchio . Ha imparato a leggere da poco, a scuola, ed è lì, incantata, davanti alle pagine. Non sente alcun rumore, non vede movimenti. Muove solo gli occhi e le dita, ogni tanto. Quando gli invitati iniziano a spostare sedie, a indossare sciarpe e cappotti, a salutare; quando la porta d'entrata si apre facendo entrare aria fredda e qualche s...

Gli autori di Il suono delle parole: Roberto Ghione

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  Due anni fa, il 15 agosto, mi trovavo, con Nicoletta e Paolo, a passeggiare sul sentiero che, partendo da Gressoney-la-Trinité, arriva al piccolo paese Walser di Biel.  Di fronte a noi, il Rosa, con il ghiacciaio del Lys, illuminato dal sole e, alla nostra destra, l'omonimo, impetuoso torrente.  Una panchina, tra i larici, ci aspettava.  Imprevedibilmente, confido a Nicoletta che, più volte, quando la passeggiata è deserta e il silenzio è rotto solo dal rumore dell'acqua e del vento tra gli alberi, provo un insolito impulso a trascrivere le mie emozioni.  Di certo, senza la camminata con i miei due amici e i successivi incoraggiamenti di Nicoletta, non avrei mai immaginato di poter entrare nel gruppo di Scrittura creativa e di condividere, con le mie compagne di corso, questa memorabile esperienza.  Per me, incorreggibile indolente, la scrittura è come un'impegnativa escursione in montagna.  Durante il percorso, continuo a chiedermi perché fare tut...

Gli autori di Il suono delle parole: Nicoletta Frigo

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  Scrivere per me è un luogo, lo è sempre stato. Sulla pagina metto in ordine i pensieri, quando le emozioni sono troppo e impediscono di ragionare. Le parole scivolano sul foglio lievi, disegnano immagini, evocano suoni, odori, volti, creano storie. Lo scritto si riempie, come un vecchio baule, delle cose di tutti i giorni: vita vissuta e immaginata, sussurrata e urlata, tradita, umiliata, dimenticata, vera, falsa, ambita, persa e ritrovata. Scrivere è il luogo, solo mio, per ricucire, ritrovare, darmi tempo e respirare ma, se le mie parole suscitano emozioni in chi le legge, sorrido perché è bello condividerle. Scrivere mi aiuta, spesso mi salva ma c’è un’altra cosa che mi spinge a farlo. Amo le parole, la musicalità della frase, l’immaginario che suscita la loro sequenza, diverso per ognuno, intriso di emozioni, carico di significati o leggero come un soffio di gioventù. Scrivere è il mio “alter ego”, compensa la mia fisicità, il mio bisogno di movimento, di sfide pe...

Gli autori di Il suono delle parole: Gianna Fossati

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  “Raccontami una storia!” Era il mio ritornello da bambina. Risento ancora la voce di mamma che mi accontenta con poche fiabe, con i fatti della sua vita e tante letture, soprattutto i racconti mensili del libro Cuore . Mio padre, volentieri, narrava della sua infanzia, delle sue esperienze da giovane carabiniere, delle vicende dell’ultima Guerra. Tutto contribuiva ad arricchire la mia conoscenza della memoria comune, della Storia, per cui ho sempre nutrito un rispetto quasi sacrale. Credo che la Storia e le storie abbiano costituito il nucleo, la motivazione dei miei interessi, anche professionali. Con il tempo, la faticosa conquista della lettura in prima persona e, conseguentemente, della scrittura, mi hanno guidata alla scoperta dei libri, miniera inesauribile di racconti. Da insegnante, ho sempre cercato di stimolare i ragazzi a creare testi personali, anche attraverso le rime, i giochi di parole, le esplorazioni semantiche più ardite, per gustare tutta la ricchezza del...

Gli autori di Il suono delle parole: Anna Corti

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  Sono sempre stata una donna di numeri, appassionata di matematica e fisica, impegnata professionalmente con bilanci e andamenti di mercati. Non avrei, quindi, mai immaginato di veder “pubblicati” i miei testi alla veneranda età che ho raggiunto, con nipoti ormai universitari. In effetti, oltre alla matematica, ho sempre amato molto leggere, qualsiasi argomento m’interessa, ma non ho mai pensato di scrivere. Cinque anni fa, incuriosita, mi sono iscritta al corso di Scrittura creativa ed è stata una rivelazione scoprire di riuscire a narrare storie. A quel punto, mi sono fissata l’obiettivo di raccontare l’epopea di mio padre, durata cinque anni durante la Seconda Guerra Mondiale, compreso l’internamento in un lager tedesco. Sono orgogliosa di averlo fatto e di aver affidato il testo ai miei nipoti, perché non vada perso il ricordo delle vicissitudini tremende vissute dal loro bisnonno e da un’intera generazione, ormai quasi completamente scomparsa. E continuerò a cerc...

Gli autori di Il suono delle parole: Ida Canepa

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  Amo le parole perché le parole hanno un’anima.  Se ben utilizzate, sono musica rara, stimoli sempre nuovi per il cuore e il cervello. Basta una parola per fare innamorare o per uccidere, per confortare o per straziare. Amo entrare nel significato delle parole di un libro, ne sento la rotonda melodia e mi piace quando si accompagnano, come sublime poesia, alla voce di Guccini o De André. Più volte, a teatro, le parole mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi per il riso o il pianto e sempre, dopo, mi sono sentita una persona migliore. A volte, penso che non valga la pena di scrivere, perché già tanto di meraviglioso è stato scritto e io non aggiungerei certo nulla di bello o di nuovo, ma poi mi viene nostalgia della penna e scrivo. Poi, leggo e rileggo e rileggo ancora, le parole mi chiamano e io rispondo: siamo amiche.  

Gli autori di Il suono delle parole: Patrizia Cancelliere

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  Due sono state le persone che hanno influenzato, positivamente, il mio amore per la scrittura. Ho avuto una nonna, topo di campagna, che, nella sua semplicità culturale, mi ha fatto un grande regalo, raccontandomi, con passione, le storie che lei stessa aveva sentito da piccola quando, nelle sere d’inverno, si ritrovava, con la famiglia, nella stalla per scaldarsi. Non erano le fiabe dei fratelli Grimm o di Andersen, che la nonna, di sicuro, non aveva mai sentito nominare ma erano vicende di persone, a volte tristi e a volte divertenti, come solo la vita vera sa essere. Dal piacere di ascoltare al piacere di raccontare, il passo è stato brevissimo. Molti anni dopo, poi, ho avuto un fidanzato che, nel corso di una discussione piuttosto feroce sul nostro rapporto, mi ha accusata di “creare dei miti nella quotidianità”. Aveva ragione ma, mentre lui la considerava una cosa disdicevole, per me era una benedizione. Inutile dire che ci siamo lasciati e che io, inossidabile, continuo a...

Gli autori di Il suono delle parole: Sandra Bruno

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Scrivo racconti da sei anni, da quando ho deciso di partecipare al corso di Scrittura creativa dell’Unitre. Prima di allora, non osavo neppure pensare di affidare alla carta le idee, le storie, gli intrecci che ho sempre immaginato.  Le lezioni teoriche, il confronto con le compagne, il supporto imprescindibile dell’insegnante, mi hanno dato gli strumenti e, soprattutto, la fiducia in me stessa, per poter scrivere.  Le mie narrazioni parlano spesso di donne che hanno subito soprusi, violenze umiliazioni ma che, a loro volta, sono state anche artefici di vessazioni e manipolazioni.  Le storie hanno, in alcuni casi, origine da fatti veramente accaduti di cui, per varie ragioni, sono venuta a conoscenza in un altro periodo della mia vita.  Quando scrivo, mi piacerebbe sempre poter suscitare delle emozioni e, a volte, mi pare anche di riuscirci.  

Gli autori di Il suono delle parole: Emilia Bove

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Sabato 13 giugno alle ore 17.00 presso la Sala Convegni del Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (Alessandria) ci sarà la presentazione del libro: Il suono delle parole, una raccolta di racconti scritti dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.  Ecco la prima degli autori che saranno giornalmente presentati. Emilia Bove  Non ho molto da dire su di me, posso solo affermare che, con grande entusiasmo, ho partecipato all’iniziativa, che ci ha proposto la nostra docente del corso di Scrittura creativa, di produrre questo libro di racconti. Sono più una grande lettrice che una scrittrice, però mi piace mettermi alla prova e, in questi tre anni, ho avuto modo di confrontarmi e scontrarmi con la tecnica della scrittura, con altre amiche con la mia stessa passione, spesso con la mia inadeguatezza, ma anche di essere piacevolmente soddisfatta per qualche “perla” inattesa che è uscita proprio dalla mia penna. Misurarmi con le parole e c...

Partì senza di me di Pino Lestingi

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Pur venendo da un paese lontano, qui sono riuscita a inserirmi bene. Non posso lamentarmi: ho trovato pace e serenità. Però, quando penso al mio passato, divento malinconica. Tempo fa arrivai qui con mio fratello: due bambini spauriti, in fuga dagli orrori della guerra. Nostra madre era riuscita a mandarci via prima che fosse troppo tardi. Avevamo solo un leggero bagaglio e una lettera indirizzata a un suo vecchio amico: "Caro Pietro, ti affido i bambini, Sofia e Damian. Non posso più tenerli con me. Siamo bersaglio delle bombe e rischiamo di essere uccisi da un momento all'altro.  Ti prego, aiutami. Irina" Pietro si commosse. Mi strinse forte a sé, poi prese Damian in braccio. Era un signore anziano che viveva da solo, una persona gentile e generosa. Ci accolse con entusiasmo e ci trattò come fossimo suoi nipoti. Ci insegnava la lingua e ci raccontava storie fantastiche. Io mi occupavo del mio fratellino, cercando di non fargli pesare troppo la mancanza di nostra madre. ...

C’era una volta in ufficio di Daniela Lentinio

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  Sono qui, su questo scaffale impolverato, la luce è sempre spenta, nessuno ricorda più chi sono e chi sono stato. Sono un fax ma in ufficio mi chiamavano Max, iniziavo il lavoro molto presto al mattino, la signorina Oriana era la prima persona che vedevo, mi salutava:  “Buongiorno Max hai qualcosa per me?"  Io sempre rispondevo anche se nessuno mi sentiva, ma la signorina Oriana sorrideva quasi sentisse la mia risposta. Oriana, aggiungeva fogli, se erano finiti, e attendeva i miei Biip beep biip che annunciavano che la lettera fax spedita era giunta a destinazione. Funzionavo in modo semplice: nella fessura in alto si infilava il documento, si componeva il numero di telefono del destinatario e si inviava attraverso un grande tasto verde. Si aspettava che arrivassero altri documenti. Un brutto giorno, capii che la mia avventura era finita. Arrivò insieme al computer la mail , vi dico come funziona, si scrive sulla tastiera del   computer e si invia senza Biip bee...