Gli autori di Il suono delle parole: Anna Maria Ponzano

Gran guazzabuglio in sala. Il pranzo di Natale è quasi finito e i commensali ridono e parlano, facendo a gara a chi si fa sentire di più. Tutti seduti, satolli, con le guance molto colorate, gli stecchini in bocca ad aiutare il fritto misto e il bollito a uscire dalle voragini nei denti, i bicchieri di vino da finire o da riempire di nuovo e una, o forse due, massaie che ancora vanno e vengono dalla cucina alla sala con vassoi vuoti e pieni.

In cucina, seduta nell'angolo vicino alla radio, c'è una bambina lunga e magra, con le ginocchia raccolte e i piedi sul bordo della sedia, con il regalo di Natale aperto tra le mani: il libro Pinocchio. Ha imparato a leggere da poco, a scuola, ed è lì, incantata, davanti alle pagine. Non sente alcun rumore, non vede movimenti. Muove solo gli occhi e le dita, ogni tanto.

Quando gli invitati iniziano a spostare sedie, a indossare sciarpe e cappotti, a salutare; quando la porta d'entrata si apre facendo entrare aria fredda e qualche sbuffo di umidità, allora qualcuno dice: “Ma la mata, dov'è?” e, pochi per volta, vanno in cucina a guardare, stupiti, l'angolo dove la piccola non si è accorta né di loro né di nulla.

Quando il libro finisce, la bimba ci mette un po' a staccarsi dalla favola, ha un'aria meravigliata, gli occhi sognanti.

È da lì che ho iniziato ad amare le storie, mai avrei pensato di scriverle.





 

Commenti

Post popolari in questo blog

Buon inizio di settimana.

C’era una volta in ufficio di Daniela Lentinio

Da Natale a Capodanno. Gli auguri dal Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.