Narrazioni estive: Jeux sans frontières

 Testi prodotti  dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.    

Jeux sans frontières
di Sandra Bruno

Ogni anno, un certo giorno di giugno, nonna Maria decideva che l’estate era vicina e partiva per il mercato.

Acquistava, dopo estenuanti trattative sul prezzo, nel quale l’ambulante aveva sempre la peggio, scampoli di tessuti leggeri e colorati.

La mattina dopo il grande tavolo, sotto l’ombra rinfrescante del noce, si ricopriva di stoffe dalle tonalità luminose dell’estate.

La nonna, prendeva le misure, tagliava il tessuto, passava i punti molli, imbastiva, provava, cuciva. Realizzava pantaloncini, gonne, canotte, vestitini estivi per i suoi tre nipoti.

L’attività procedeva per parecchi giorni.

Quando arrivava la sera, la lunga ombra della casa creava una zona fresca e lì si radunava tutto il vicinato. Si mettevano le seggiole, quelle piccole davanti, per i bambini, quelle più grandi dietro, difronte alla finestra. Quando nonna spalancava le persiane verdi compariva, all’interno, il televisore. Un grande scatolone grigio su un esile tavolino di vetro con gambe nere e rotelle da cui proveniva l’inconfondibile musica di Carosello.

Il pubblico tratteneva quasi il fiato e scrutava con interesse le immagini che si susseguivano sullo schermo. La visione non era proprio perfetta perché la finestra aveva l’inferriata ma, nessuno badava molto alle sbarre di ferro.

Ad un tratto nonna Maria chiamava il nipote grande “Giuseppe vai a prendere gli stitch*”

Dalla tasca del grembiule spuntava un porta-monete nero che si apriva premendo i due lati.

Consegnava i soldi, esatti, e aggiungeva “Per me al tamarindo, lo sai! E di a Orestino di avvolgerli bene in due fogli di giornale, perché fa caldo! Fai presto, se vuoi vedere Giochi senza frontiere.”

“Stati attento e non cadere” queste parole Giuseppe non le sentiva perché aveva già inforcato la bicicletta ma le conosceva bene perché nonna le diceva ogni volta che si allontanava.

Anche quell’anno arrivò l’estate ma il tavolo sotto il noce rimase senza colori.

Nonna Maria era andata a fare acquisti in alto, molto in alto e aveva iniziato a cucire i vestitini estivi per gli angioletti dai capelli color del sole e dagli occhi azzurri come il cielo.

Chissà se qualcuno, lassù, le acquistava lo stitch* al tamarindo.

Le persiane della finestra non si aprirono più e il televisore rimase muto e fermo nel suo angolo. Del resto non trasmettono più né Carosello né Giochi senza frontiere.

*ghiaccioli



foto scaricata da 
Pixabay


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