Narrazioni estive: Accadde un’estate di Roberto Ghione

Testi prodotti e condividi dai partecipanti al Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.                                    

Accadde un’estate
di Roberto Ghione 

L'ammiravo sempre mentre dormiva appagata, dopo l'amore.

Mi tornavano in mente le parole del principe Myskin: “Siete così bella che si ha persino paura di guardarvi.”

Non riuscivo a capacitarmi di poter vivere con lei.

“Perché mi osservi mentre dormo?”

“Ho timore di guardare i tuoi occhi.”

“Devo lasciarti.” Disse d' improvviso. “Non sei quello giusto per me,

voglio sposarmi, farò due figli, prima un maschio e poi una femmina, magari tre, non si sa mai.”

Sapevo che, prima o poi, sarebbe successo, pensai, rassegnato, che fosse troppo bella per me.

Accadde un'estate di rivederla al mare, giocava sulla spiaggia con due bambini, un maschietto e una femminuccia poco più piccola, non riuscivo a smettere di contemplarla.

Incrociò il mio sguardo e mi raggiunse al bar del chiosco.

 “Sei stata di parola.”

“E tu?” Mi chiese.

“A me non è andata proprio benissimo.”

“Era prevedibile, ti è sempre mancata la risolutezza, che, nella vita, è indispensabile, non sai quanto mi è costato lasciarti.”

“Credevo che mi avessi lasciato perché non ero, diciamo, molto affascinante.”

“Non hai capito niente. Devo andare adesso, mi ha fatto piacere rivederti.”

“Sei felice?” Le chiesi d' impulso.

“No, ma sono soddisfatta e credimi è molto meglio.”

L'osservai tornare dai suoi bimbi e, non so come, mi venne in m

ente un alpeggio dove le mucche brucavano l'erba tranquille.

Forse, pensai, ha ragione lei ... forse.









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