La cartolina!

 

La cartolina
Franca De Rossi

Quel pomeriggio di fine giugno faceva troppo caldo per uscire. Così Melania decise di aprire la vecchia scatola di latta, quella che usava come archivio delle cartoline ricevute nel corso degli anni.

Era in soffitta, nel vecchio baule della nonna. La trovò subito. L’aprì e cominciò a guardarle finché la sua attenzione fu attirata da una con il margine dentellato. Rappresentava l’isola di Lipari in tutta la sua bellezza. L’aveva riconosciuta subito. La girò per rileggere un nome mai dimenticato: Filippo.

La frase era informale: saluti estensibili a tutta la famiglia. Lei sapeva che dietro c’era un sentimento che lui aveva nutrito, cresciuto per tutta la durata del corso scolastico alla scuola di allievi di Pubblica Sicurezza. Non se n’era mai accorta.

Era consapevole di essere stata osservata, studiata, scrutata durante le sue lezioni cattedratiche. D’altronde era una giovane e bella ragazza, sempre vestita alla moda con uno stile molto personale. Non passava certamente inosservata.

Si trattava del suo primo incarico di insegnante. Filippo, nelle pause dell’intervallo, le raccontava sovente della sua passione per la musica, della casa alle isole Eolie, del sole che accarezzava la pelle, del mare blu cobalto che avvolgeva in un fresco abbraccio.

C’era una bella intesa tra loro: musica, pittura, libri letti e niente di più. Sospirò!

Chissà quale percorso aveva scelto? Era stata anche invitata insieme alla collega a trascorrere alcuni giorni nella sua casa sull’isola. La proposta era stata molto allettante. Non accettò. Purtroppo no. Sospirò intensamente. Abbassò lo sguardo. Tra le mani teneva ancora la cartolina.

La stringeva forte. Un’ondata di emozioni miste a nostalgia, la inondarono e nella sua mente affiorò sempre più nitido il ricordo di una lontana serata estiva di giugno, quando sentì suonare il campanello di casa.

Non attendeva nessuno, anche perché il suo fidanzato era già arrivato. Stava parlando nella sala da pranzo con i genitori. Ultimi preparativi prima di partire insieme per la Costa azzurra.

Grande fu la sorpresa nell’aprire la porta. Filippo, bello e statuario, era davanti a lei. Affascinante con il suo bouquet di fiori appoggiato su una lunga scatola di cioccolatini. Non era solo, ma con un amico e compagno di classe.

Che imbarazzo! Lo fece accomodare in sala. E poi fu tutto un susseguirsi di colpi di scena. Lui aveva ottenuto l’indirizzo dalla segreteria della scuola. Chissà con quale stratagemma!

Il bello doveva ancora venire. Lui si era innamorato e alla fine del corso era andato a fare la proposta di poterla frequentare.

Si sentì stordita dalle sue dolci e calde parole, legate ad un sentimento custodito fino a quel momento. Lei provava lo stesso amore? In caso contrario Filippo avrebbe chiesto il trasferimento in un’altra caserma di un’altra regione.

Cosa che accadde veramente. E se lei, invece, avesse accettato? Forse quella lontana estate avrebbe visto nascere un nuovo amore.

Melania ricordò un aforisma di Seneca: “Non puoi dirigere il vento, ma puoi orientare le vele.”

Foto scaricata da Pixabay



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