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Il racconto di Gianna Fossati.

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Ecco un nuovo racconto. L'incipit è tratto da "Cerchi e croci" di Ian Rankin.  Buona lettura!   Io non ho paura di Gianna Fossati    La ragazzina emise un grido, uno soltanto. Un nodo alla gola, improvviso e imprevisto come il buio che l’aveva avvolta, le impedì di emettere alcun altro suono, mentre qualcosa di morbido, quasi un soffio misterioso quanto pauroso, le sfiorava le gambe nude. Si sentì vacillare e stese d’istinto le mani avanti, senza tuttavia incontrare qualcosa di solido che la rassicurasse. Un odore d’ombra e di umidore sembrò abbracciarla, impadronendosi di tutta la sua persona. Pensò che non doveva cadere né tanto meno abbandonarsi al panico, ma sentiva di aver perso l’orientamento. Cercò di avanzare con estrema cautela, finché non sentì al tocco dei mattoni scrostati. Un muro? Ma quale? Si pulì istintivamente le mani sudate nella gonna poi ritentò, sentendo questa volta un tessuto ruvido e una specie di lieve fiato. Un’apertura? Ma quale e per dov...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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Buongiorno e buon inizio di settimana che il nuovo racconto di Patrizia. L'incipit è tratto da Ritorno a Peyton Place  un romanzo scritto nel1959  da Grace Metalious  e   sequel  di I peccati di Peyton Place  del 1956  opera di esordio dell'autrice e suo bestseller .    L'inverno a volte arriva per gradi, con un susseguirsi logico e ordinato di   mutamenti,   nel tempo e nella stagione, e quando viene la prima neve, non si è sorpresi, perché l'attesa dura da molto. La fioca e la puciaca di Patrizia Cancelliere L'inverno a volte arriva per gradi, con un susseguirsi logico e ordinato di   mutamenti,   nel tempo e nella stagione, e quando viene la prima neve, non si è sorpresi, perché l'attesa dura da molto. Secondo Marina, però, quell’attesa durava veramente troppo. La stagione che lei amava più di tutte era l’estate ma, da bambina pratica quale era, una volta che era finita, non sprecava il suo tempo a rammaricarsene e si m...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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Ecco un nuovo racconto dalle autrici del laboratorio di scrittura creativa dell'Unitre di Alessandria. Quel sorriso che non era per me. di Patrizia Cancelliere Non so da quale facciata sporga, se c’è ancora, il balcone dalla balaustrata di falsa pomice coi vani riempiti di girasoli in ferro battuto. Dottoressa, lei mi chiede come mi sento oggi, che sto per uscire dal carcere, e io, per prima cosa, voglio parlarle di quel balcone. Tutto è iniziato da lì. In verità, lo ricordo poco, so solo che era molto elegante, come si conviene alla facciata di un grande albergo, e che i girasoli in ferro battuto spiccavano scuri, perfettamente definiti, contro il bianco della pietra. Anche da quella distanza, al terzo piano, il teleobiettivo della macchina fotografica dell’investigatore privato, il migliore della città, aveva catturato ogni dettaglio, e soprattutto mia moglie che se ne stava appoggiata alla balaustra ad osservare i fiori di ferro e quelli del giardino, sorridendo felice. Qu...

Il racconto di Gianna Fossati.

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Buona domenica con un nuovo racconto dal gruppo di scrittura creativa dell'Unitre di Alessandria. L'incipit assegnato era:  "Non so da quale facciata sporga, se c'è ancora, il balcone della balaustrata di falsa pomice con vani riempiti di girasoli in ferro battuto." Tratto da L'invenzione di Alberto Vigevani. La casa del mistero. di Gianna Fossati Non so da quale facciata sporga, se c’è ancora, il balcone della balaustrata di falsa pomice con vani riempiti di girasoli in ferro battuto. La facciata anteriore, ornata da decorazioni rétro, dà sulla circonvallazione da cui è separata con una cancellata in stile. Attirava la fantasia di Anna ogni volta che ci passava, incuriosita dall’andamento verticale dell’edificio culminante in una torretta. Chi ci abitava? E perché quella torre? Osservava il giardinetto ordinato in aiuole concentriche, ma senza un’eccessiva fioritura. Immaginava di percorrere il vialetto centrale per arrivare al portoncino e scoprire una r...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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Incipit assegnato: Il sole estivo infiammava la campagna e i riflessi dorati del grano maturo si perdevano nella macchia color smeraldo della vegetazione. Tratto da: Il segno dell'aquila di Butticchi.   Il grano non si calpesta di Patrizia Cancelliere   Il sole estivo infiammava la campagna e i riflessi dorati del grano maturo si perdevano nella macchia color smeraldo della vegetazione.   Incongruenti in tutta quella luce e in tutta quella pace, i due soldati feriti, stravolti, appoggiati l’uno all’altro, rappresentavano l’oltraggio crudele dell’uomo sull’uomo e sulla natura.   Appena sbucati dalla boscaglia lussureggiante, fissavano, barcollanti e con occhi spaesati, l’immenso campo di cui non si vedeva la fine nemmeno schermando lo sguardo con la mano. Operazione Overlord, Churchill, Hitler erano stati nomi nuovi per loro, mai sentiti prima nel loro mondo sereno di ventunenni; la guerra era lontanissima, dall’altra parte dell’oceano. Ma poi quel mondo era stato spa...

Il racconto di Gianna Fossati

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  Incipit assegnato: Il sole estivo infiammava la campagna e i riflessi dorati del grano maturo si perdevano nella macchia color smeraldo della vegetazione. Tratto da: Il segno dell'aquila di Butticchi.     Andando a spigolare di Gianna Fossati   Il sole estivo infiammava la campagna e i riflessi dorati del grano maturo si perdevano nella macchia color smeraldo della vegetazione. La nonna Maria aveva voluto uscire nelle prime ore del dopopranzo, nonostante la calura. Anna la seguiva, cercando di imitarla e osservando le luci vivide del meriggio. La macchia scura, in fondo alla strada di polvere che avevano imboccato, era formata da gaggie e cespugli di rovo che nascondevano appena il corso del Grue, ridotto a un fiumiciattolo tra le pietre. Anna lo sapeva bene: ci andava di nascosto con le amiche a giocare nell’acqua bassa. Nonna avanzava sicura ma cauta, sbirciando guardinga, gli occhi cerulei attenti, i lunghi capelli fini raccolti con tante forcin...

Il racconto di Patrizia.

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 Il racconto di oggi, anche lui con l'incipit di Cronin ha come protagonisti personaggi diversi. Ciò che invece accomuna i testi proposti, come mi ha fatto  notare proprio l'autrice di Ida e Ugo è l'ambientazione, in tutti estiva, come se i pomeriggi "vacui e irreali" fossero una prerogativa delle giornate calde.    Ida e Ugo di Patrizia Cancelliere   Ogni sera alle sei un senso di attesa riempiva la casa, animando il lungo pomeriggio vacuo e irreale. In effetti, il tempo, dopo il pranzo, trascorreva lentissimo. Nella calura di un mese di luglio torrido, le persiane chiuse offrivano una penombra che non aveva niente di fresco ma la poca corrente d’aria che circolava per le stanze era sufficiente per sopportare quelle ore infuocate in attesa del fresco della sera. Solo la portafinestra della cucina rimaneva aperta, schermata dalla pesante tenda; al terzo piano è difficile che i ladri arrivino arrampicandosi e poi l’appartamento non era di certo abbandonato ...