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Il racconto di Patrizia Cancelliere

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 Buona lettura e buon primo agosto! Fontamara nel cuore di Patrizia Cancelliere Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di una estate a Fontamara. Tutto ebbe inizio nella grande sala delle feste della casa di riposo SS. Pannolonio e Clisterio dove, in quel momento, non si sentiva volare una mosca. Cento paia d’occhi di tutti i tipi, miopi, presbiti, maculopatici o rinvigoriti dal magico intervento di cataratta, fissavano attenti Mario che, in piedi e con un microfono in mano per agevolare i duri d’orecchio, stava facendo una proposta audace, originale e inaudita.   Va detto che, da quando Mario aveva   corteggiato e poi impalmato la Egle della camera 35 nella cappella dove, di solito, si tenevano i funerali e aveva in questo modo dimostrato a tutti che la vecchiaia è solo un’opinione, era diventato una specie di leader della casa di riposo e tutti lo ascoltavano con rispetto, grande stima e una punta di invidia. E questa volta Mario e la Egle...

Il racconto di Anna Corti

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  Incipit: Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di una estate a Fontamara UNA LUNGA ESTATE FELICE Anna corti   Avevo otto anni, era terminata la scuola e mi attendevano le vacanze. La mamma mi aveva però spiegato, abbracciandomi, che papà doveva essere ricoverato in ospedale, la nonna Elvezia si sarebbe presa cura di Franco ed io sarei andata per qualche tempo dalla cugina Pinuccia. Avevo detto di sì, con gli occhi pieni di lacrime, pensando alla lontananza dai miei genitori e al fatto che conoscevo appena la cugina Pinuccia. Era un tipo sbrigativo, senza figli, qualche volta passava a trovarci, quando veniva in città per i suoi affari, ci portava le sue uova e ci invitava ad andare a trovarla. Una volta ci eravamo andati, ricordavo una casa dispersa nella nebbiosa campagna della Lomellina, intorno soltanto campi brulli e lunghi filari di gelsi con le braccia al cielo: non mi era piaciuta per niente. Ebbi la prima sorpresa appena arriva...

Il racconto di Gianna Fossati.

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I ncipit tratto da Fontamara di Ignazio Silone.  Buona lettura!   LA VALLE DELL’INFERNO di Gianna Fossati   Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di un’estate a Fontamara. La prima volta che ci andammo, Marinella, Daniela ed io, pedalando in fila indiana, pensavo che la nostra meta aveva un nome quasi da fiaba. In realtà quelle poche case sparse lungo un rettilineo che corre verso la collina, case basse e modeste, con pochi giardini e molti orti, qualche gallina a razzolare sull’aia, un gatto strafatto di caldo a cercare scampo alla calura, non avevano niente di suggestivo. Noi sognavamo solo un’ombra e acqua, tanta acqua. La nonna di Marinella, una signora magra, con gli occhiali dalle lenti spesse, la voce bassa e un po’ nasale, ci accolse nella sua casa piccola e fresca. Sul tavolo, coperto da una cerata, aveva disposto ordinatamente tre bicchieri e tre bottigliette di gazzosa, comprate nell’unico negozio del paese. Scolata la bibita, io...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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  L'incipit è tratto da: Cerchi e croci di Ian Rankin  Amore senza confini di Patrizia Cancelliere La ragazzina emise un grido, uno soltanto e poi rimase immobile, congelata, costretta dalla sua paura con la schiena contro la parete, gli occhi sbarrati a catturare ogni mio movimento per anticiparlo, per fuggire o combattere, chissà cosa le avrebbe suggerito il suo cervello. M’individuò nonostante avessi cercato di confondermi fra le ombre. Percepii la sua paura, aveva un odore diverso dal solito. Avevo invaso il suo spazio e la terrorizzavo. M’immobilizzai anch’io; la osservai, come ormai facevo da giorni, affascinato dal suo profumo e dal calore che emanava. La notte, mentre dormiva, scivolavo piano piano verso il suo corpo inerte nel buio della stanza. Rimanevo a guardarla, indifesa, e pensavo che l’uomo è uno strano animale che, quando dorme, consegna se stesso ai suoi nemici con una indifferenza stupefacente. Considera la sua casa un luogo sicuro che protegge d...

Il racconto di Gianna Fossati.

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Ecco un nuovo racconto. L'incipit è tratto da "Cerchi e croci" di Ian Rankin.  Buona lettura!   Io non ho paura di Gianna Fossati    La ragazzina emise un grido, uno soltanto. Un nodo alla gola, improvviso e imprevisto come il buio che l’aveva avvolta, le impedì di emettere alcun altro suono, mentre qualcosa di morbido, quasi un soffio misterioso quanto pauroso, le sfiorava le gambe nude. Si sentì vacillare e stese d’istinto le mani avanti, senza tuttavia incontrare qualcosa di solido che la rassicurasse. Un odore d’ombra e di umidore sembrò abbracciarla, impadronendosi di tutta la sua persona. Pensò che non doveva cadere né tanto meno abbandonarsi al panico, ma sentiva di aver perso l’orientamento. Cercò di avanzare con estrema cautela, finché non sentì al tocco dei mattoni scrostati. Un muro? Ma quale? Si pulì istintivamente le mani sudate nella gonna poi ritentò, sentendo questa volta un tessuto ruvido e una specie di lieve fiato. Un’apertura? Ma quale e per dov...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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Buongiorno e buon inizio di settimana che il nuovo racconto di Patrizia. L'incipit è tratto da Ritorno a Peyton Place  un romanzo scritto nel1959  da Grace Metalious  e   sequel  di I peccati di Peyton Place  del 1956  opera di esordio dell'autrice e suo bestseller .    L'inverno a volte arriva per gradi, con un susseguirsi logico e ordinato di   mutamenti,   nel tempo e nella stagione, e quando viene la prima neve, non si è sorpresi, perché l'attesa dura da molto. La fioca e la puciaca di Patrizia Cancelliere L'inverno a volte arriva per gradi, con un susseguirsi logico e ordinato di   mutamenti,   nel tempo e nella stagione, e quando viene la prima neve, non si è sorpresi, perché l'attesa dura da molto. Secondo Marina, però, quell’attesa durava veramente troppo. La stagione che lei amava più di tutte era l’estate ma, da bambina pratica quale era, una volta che era finita, non sprecava il suo tempo a rammaricarsene e si m...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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Ecco un nuovo racconto dalle autrici del laboratorio di scrittura creativa dell'Unitre di Alessandria. Quel sorriso che non era per me. di Patrizia Cancelliere Non so da quale facciata sporga, se c’è ancora, il balcone dalla balaustrata di falsa pomice coi vani riempiti di girasoli in ferro battuto. Dottoressa, lei mi chiede come mi sento oggi, che sto per uscire dal carcere, e io, per prima cosa, voglio parlarle di quel balcone. Tutto è iniziato da lì. In verità, lo ricordo poco, so solo che era molto elegante, come si conviene alla facciata di un grande albergo, e che i girasoli in ferro battuto spiccavano scuri, perfettamente definiti, contro il bianco della pietra. Anche da quella distanza, al terzo piano, il teleobiettivo della macchina fotografica dell’investigatore privato, il migliore della città, aveva catturato ogni dettaglio, e soprattutto mia moglie che se ne stava appoggiata alla balaustra ad osservare i fiori di ferro e quelli del giardino, sorridendo felice. Qu...