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Il racconto di Patrizia Cancelliere

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  Il piccolo cuore rosso di Patrizia Cancelliere     L'uomo teneva un binocolo in mano. Cominciò così: con un uomo in piedi sul ciglio della strada, sopra un'altura che dominava un paesino, (...) in una notte di inverno.     Da quella notte, ogni notte, lui, la personificazione dell’ossessione, tornava lì, nello stesso posto e alla stessa ora. Con pazienza, attendeva che le finestre si illuminassero. Aspettava quasi immobile, tenendo il binocolo con il braccio teso lungo il corpo, rigido ma pronto a scattare verso gli occhi, l’altra mano in bocca, a rosicchiarsi le unghie fino farle a sanguinare, godendo contemporaneamente dell’attesa e del dolore che si infliggeva. Quel punto di osservazione era perfetto, non poteva desiderare di meglio; lo aveva individuato dopo tanti sopralluoghi cercando pazientemente un varco fra gli alberi lungo le pendici della collina che gli permettesse di vedere la casetta solitaria costruita al limitare del paesino.   Incur...

Il racconto di Anna Corti

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Siamo ad Agosto. Le giornate sono ancora piene di luce, sole, vacanze e, qualche volta anche di nostalgie.  IL RIMPIANTO DEL MARE di Anna Corti Anche quest’anno siamo tornati al mare, in questa casa che ci conosce da oltre cinquant’anni, che è stata testimone silenzioso delle vicende liete e tristi che   hanno accompagnato la nostra famiglia. Potevamo anche andare all’altro capo del mondo, ma poi si ritornava qui per stare insieme, per ritrovarci, per essere di nuovo famiglia. Mi affaccio dal terrazzo, le case colorate di Celle sotto di me, fino al mare laggiù, Immenso, azzurro e immobile nel sole di questa caldissima giornata di luglio. Chiudo gli occhi e rivedo i miei bimbi che giocano e si rincorrono su questo terrazzo, ridendo fra le palline colorate, i trattori, le macchinine e le bambole sparpagliati dappertutto, mentre nonna Buba, come l’hanno chiamata appena hanno cominciato a parlare, li sorveglia e li richiama con fermezza. E’ sempre stata dolce con loro, sep...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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L'incipit di questa  settimana è: "Per quattro settimane era rimasta nel letto dei genitori: un lettone gigantesco, più lungo del normale perché suo padre era alto e aveva piedi grandi." Tratto da Il letto di Alice di Cahleen Schine. Il giusto stimolo di Patrizia Cancelliere   Per quattro settimane era rimasta nel letto dei genitori: un lettone gigantesco, più lungo del normale perché suo padre era alto e aveva piedi grandi.  Il fatto che il letto fosse molto comodo e accogliente non la consolava per niente perché lei doveva stare tutto quel tempo infinito posizionata come un Cristo in croce contro i cuscini, in trazione, con le braccia tirate a destra e a sinistra da un sistema rudimentale di carrucole e sacchetti di sabbia, l’unico modo conosciuto nel 1938 da un medico condotto per ridurre le fratture scomposte senza portare il paziente in ospedale in città. E per questa bella situazione Teresa doveva ringraziare la sua indiavolata sorellina di cinque anni, più pi...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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 Buona lettura e buon primo agosto! Fontamara nel cuore di Patrizia Cancelliere Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di una estate a Fontamara. Tutto ebbe inizio nella grande sala delle feste della casa di riposo SS. Pannolonio e Clisterio dove, in quel momento, non si sentiva volare una mosca. Cento paia d’occhi di tutti i tipi, miopi, presbiti, maculopatici o rinvigoriti dal magico intervento di cataratta, fissavano attenti Mario che, in piedi e con un microfono in mano per agevolare i duri d’orecchio, stava facendo una proposta audace, originale e inaudita.   Va detto che, da quando Mario aveva   corteggiato e poi impalmato la Egle della camera 35 nella cappella dove, di solito, si tenevano i funerali e aveva in questo modo dimostrato a tutti che la vecchiaia è solo un’opinione, era diventato una specie di leader della casa di riposo e tutti lo ascoltavano con rispetto, grande stima e una punta di invidia. E questa volta Mario e la Egle...

Il racconto di Anna Corti

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  Incipit: Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di una estate a Fontamara UNA LUNGA ESTATE FELICE Anna corti   Avevo otto anni, era terminata la scuola e mi attendevano le vacanze. La mamma mi aveva però spiegato, abbracciandomi, che papà doveva essere ricoverato in ospedale, la nonna Elvezia si sarebbe presa cura di Franco ed io sarei andata per qualche tempo dalla cugina Pinuccia. Avevo detto di sì, con gli occhi pieni di lacrime, pensando alla lontananza dai miei genitori e al fatto che conoscevo appena la cugina Pinuccia. Era un tipo sbrigativo, senza figli, qualche volta passava a trovarci, quando veniva in città per i suoi affari, ci portava le sue uova e ci invitava ad andare a trovarla. Una volta ci eravamo andati, ricordavo una casa dispersa nella nebbiosa campagna della Lomellina, intorno soltanto campi brulli e lunghi filari di gelsi con le braccia al cielo: non mi era piaciuta per niente. Ebbi la prima sorpresa appena arriva...

Il racconto di Gianna Fossati.

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I ncipit tratto da Fontamara di Ignazio Silone.  Buona lettura!   LA VALLE DELL’INFERNO di Gianna Fossati   Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di un’estate a Fontamara. La prima volta che ci andammo, Marinella, Daniela ed io, pedalando in fila indiana, pensavo che la nostra meta aveva un nome quasi da fiaba. In realtà quelle poche case sparse lungo un rettilineo che corre verso la collina, case basse e modeste, con pochi giardini e molti orti, qualche gallina a razzolare sull’aia, un gatto strafatto di caldo a cercare scampo alla calura, non avevano niente di suggestivo. Noi sognavamo solo un’ombra e acqua, tanta acqua. La nonna di Marinella, una signora magra, con gli occhiali dalle lenti spesse, la voce bassa e un po’ nasale, ci accolse nella sua casa piccola e fresca. Sul tavolo, coperto da una cerata, aveva disposto ordinatamente tre bicchieri e tre bottigliette di gazzosa, comprate nell’unico negozio del paese. Scolata la bibita, io...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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  L'incipit è tratto da: Cerchi e croci di Ian Rankin  Amore senza confini di Patrizia Cancelliere La ragazzina emise un grido, uno soltanto e poi rimase immobile, congelata, costretta dalla sua paura con la schiena contro la parete, gli occhi sbarrati a catturare ogni mio movimento per anticiparlo, per fuggire o combattere, chissà cosa le avrebbe suggerito il suo cervello. M’individuò nonostante avessi cercato di confondermi fra le ombre. Percepii la sua paura, aveva un odore diverso dal solito. Avevo invaso il suo spazio e la terrorizzavo. M’immobilizzai anch’io; la osservai, come ormai facevo da giorni, affascinato dal suo profumo e dal calore che emanava. La notte, mentre dormiva, scivolavo piano piano verso il suo corpo inerte nel buio della stanza. Rimanevo a guardarla, indifesa, e pensavo che l’uomo è uno strano animale che, quando dorme, consegna se stesso ai suoi nemici con una indifferenza stupefacente. Considera la sua casa un luogo sicuro che protegge d...