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Seconda lezione.

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Il palazzo di via dei Saggi di Ida Canepa  C’era una volta, un grazioso ciuchino di nome IO.   IO amava scorrazzare felice per la campagna, era curioso e ogni giorno cercava di imparare una cosa nuova. In queste sue allegre scorribande spesso condivideva il suo tempo con Marcellino, un ragazzino dagli occhi tristi che tutte le mattine lo aspettava alla staccionata che delimitava il prato dove IO era solito passeggiare.  Sin dal primo incontro, sebbene fosse stato casuale, i due capirono immediatamente che sarebbero stati amici. IO ofriva il suo dorso al ragazzino e lo portava al ruscello dove, mentre lui beveva l’acqua che scorreva fresca e leggera, Marcellino si divertiva a fare il bagno.  Il pomeriggio, poi, era il momento del riposino all’ombra della vecchia quercia: Marcellino leggeva a voce alta il libro che aveva sempre nello zainetto e IO lo ascoltava pigramente sonnecchiando.   A volte, invece di leggere, Marcellino raccontava della s...

Prima lezione

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  Non ha un titolo specifico, il corso di scrittura creativa proposto quest’anno all’Unitre di Alessandria, ma di sicuro ha incontrato l’interesse di tante persone, poiché la stanza dove ci ritroviamo da anni, è diventata quasi piccola. Per questa ragione mi è stato proposto di cambiarla, di spostarci un’aula più grande ma, almeno per il momento, abbiamo deciso di restare dove siamo. Perché? Perché quando si scrive anche il «luogo» è importante. Ognuno di noi ha il suo. È il posto in cui nessuno, tranne noi e la nostra narrazione potrebbe trovare spazio. In cui la mente si concede di andare oltre la concretezza delle giornate, del lavoro, del presente, per iniziare il suo viaggio nel tempo, vicino o lontano dal presente ma comunque delicato da percorrere. Dopo il primo incontro, nel momento in cui sono stati letti gli esercizi assegnati, il viaggio è cominciato. Prima stazione le fiabe! Parto spesso da quelle nei miei corsi. Le fiabe sono una porta apribile o aperta ver...

La narrazione è un viaggio.

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  Nel laboratorio di Scrittura Creativa di Unitre Alessandria ciò che propongo ogni anno ai partecipanti è un «viaggio» che ha come tappe, l'osservazione e la descrizione di «panorami» differenti. Il programma prevede l'approfondimento di diversi generi, ma solitamente ogni partecipante identifica rapidamente quello che vuole sperimentare in modo continuativo. E' un viaggio finalizzato a individuare, attraverso ciò che viene messo su carta - siano essi racconti reali o di fantasia - le emozioni legate ad antichi o recenti eventi, le relazioni «utili» e non, le ragioni delle scelte fatte, delle reiterazioni vissute, dei conflitti archiviati o lasciati in sospeso, ed ha come meta le ragioni del proprio essere nel qui ed ora, così come siamo. Le caratteristiche che rendono efficaci il narrarsi sono anche il riconoscimento delle proprie fragilità o «incapacità» narrative, l'individuazione di quelle sensazioni che non trovano spazio nel sul foglio bianco, perché complesse d...

Partito il nuovo corso di scrittura creativa!

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E' partito lunedì 7 ottobre 2024 il nuovo corso di scrittura creativa presso l'Unitre di Alessandria! Un gruppo numeroso, di persone creative pronte a sperimentare la potenza della scrittura! Siamo al solito posto: all'ex Taglia del Pelo di Alessandria.  Ci vedremo ogni lunedì dalle 16.30 alle 18.00. Obbiettivo primario: acquisire tecniche narrative che consentano a tutti di esprimersi attraverso il proprio processo creativo.  Il confronto con i compagni di corso, attraverso la lettura dei propri testi (passaggio comunque lasciato libero) consentirà di ricevere un feed-back attraverso le parole, gli sguardi, la relazione. Per chi è lontano da Alessandria? Se qualcuno fosse interessato alla creazione di un mino corso on-line (i partecipanti devono essere almeno 5) lasci un commento o mi scriva in privato: cicerimariangela@gmail.com).  

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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  Il potere della penna di Patrizia  Cancelliere   Questo accadde in un paesello del modenese, più di 250 anni fa, a quei tempi non era come oggi, la scuola si apriva solamente a chi aveva da pagarsi il maestro. Il signorotto di quella zona, che governava su quelle terre e sugli abitanti, quando era un bambino, odiava lo studio. Il suo babbo, che era ricco e potente,   fece venire un precettore per insegnargli a leggere, scrivere e far di conto.  Ma il ragazzino, che si chiamava Raniero, era testardo e prepotente e il povero maestro, seppur ben pagato, non riusciva a far entrare nulla nella zucca vuota del suo allievo, nemmeno a suon di bacchettate sulle dita. Raniero, invece, primeggiava in tutti gli sport, amava la caccia, la pesca, andare a cavallo e battersi con gli altri bambini ma di studiare non se ne parlava proprio. L’astuto precettore, però, aveva notato che Raniero era grande amico di Edgardo, il figlio del guardacaccia, che, al contrario, era u...

Il racconto di Patrizia Cancelliere

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Incipit tratto da: "Il trillo insistente del telefono lacerò la quiete di un sonno profondo e l’uomo fu costretto a emergere, dolorosamente, dal suo soffice abbandono, per recuperare il senso della realtà. " Tratto da «E infine una pioggia di diamanti» di Sveva Casati Modigliani Samantha di Telephone di Patrizia Cancelliere   Il trillo insistente del telefono lacerò la quiete di un sonno profondo e l’uomo fu costretto a emergere, dolorosamente, dal suo soffice abbandono, per recuperare il senso della realtà. Aveva lavorato, come al solito, tutta la notte e, perciò, dormiva buona parte della giornata. Recuperava il sonno perduto, perdendo, così, buona parte della sua vita. Se ne rendeva conto e se ne rammaricava ma aveva bisogno di quel lavoro ben pagato perché doveva mantenere se stesso, un gatto grasso gran divoratore di crocchette, passare gli alimenti alla sua ex moglie per il mantenimento della figlia, sostenere economicamente la madre, anziana e vedova e fare qualc...

Il racconto di Gianna Fossati

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  Il potere dei sogni di Gianna Fossati   Il trillo insistente del telefono lacerò la quiete di un sonno profondo e…..fu costretto a emergere dolorosamente dal suo soffice abbandono, per recuperare il senso della realtà. Antonio faticò assai a capire che quel trillo proveniva dal telefono .Era felicemente immerso nel bel mezzo di un battibecco con la Pina, che gli agitava sotto il naso dei mozziconi da lui colpevolmente scaricati nel sottovaso delle violette africane. Niente irritava di più la Pina: non il fumo delle sigarette ,ma il gesto infantile di occultare le cicche vicino ai suoi amati fiori. E mentre annaspava alla ricerca del cellulare, Antonio si chiese cosa ci facesse sua moglie con quella minigonna di pelle che tanti ma tanti anni prima aveva attizzato i suoi sensi giovanili. E i capelli sciolti sulle spalle? Boh, valli a capire i sogni! “Pronto!” mugolò nel telefono. “Papà, la macchina non parte!” gli urlò suo figlio che si ostinava a crederlo completa...