La notte di san Lorenzo

 

La notte di san Lorenzo
Gianna Fossati 

Mentre mi accingo a morsicare l’ultimo boccone di mela, intravedo una sagoma indefinibile infilare il corridoio.   “ Paolo, - urlo- le coperte nooo!”

“E lasciali fare: lo sai che tutti gli anni è così!”

Lo so bene, penso infatti, mentre scorgo la figuretta di  Silvia che insegue il fratello. Ridendo e correndo  sbattono la  porta, incuranti del mio grido. Vanno sulle “combe” , i prati a  terrazzamento dietro al paese, dove, secondo le indicazioni di Laura, decana del villaggio, non arrivano le luci delle case, dei lampioni e del bar, così che si possono vedere le stelle cadenti. Mi rassegno: faranno le ore piccole, coricati sui plaid a guardare il cielo e chissà che altro.  Noi due stasera non scenderemo nel bar a intonare in coro le canzoni di “Quelli della notte”, con l’accompagnamento di Silvia alla chitarra.

“Non ci hanno lasciato nemmeno una coperta !” borbotto.

“E non fare la suocera!- suggerisce Richi- Sono abbastanza grandi da badare a se stessi! E poi a me non sembra che faccia così freddo. Conosco un bel sistema per scaldarci.” mi dice cingendomi alla vita e spingendomi verso la camera da letto.

Rido, facendo finta di oppormi, e intanto mi sfilo il grembiule e la felpa.

“Dovrei riordinare la cucina…”  

“Sì, poi.” Mi risponde lui.

Il letto è già disfatto. Non posso fare a meno di pensare a quando, ragazzi, non ci preoccupavamo certo del colore delle lenzuola. Torniamo ragazzi, senza pensieri che non siano per noi stessi e per il nostro piacere, prendendoci tutto il tempo. Riscopriamo gesti e parole e anche piacevoli silenzi. Alla fine, come per tacita intesa, ci avviciniamo alla finestra, la spalanchiamo, stringendoci in due nel maglione di Richi.  Lui riesce, con qualche acrobazia, ad accendersi una sigaretta.

“Guarda, una stella!” esclamo.

“Sciocca, è sempre la stessa di tutte le sere!”

“Che importa, possiamo lo stesso esprimere un desiderio !”gli dico.

“Il mio unico pensiero -mi risponde baciandomi- è: “il materasso è la felicità”:

Sorrido. Ha ragione Renzo Arbore. E poi è bello avere figli un po’ cresciuti. Speriamo presto in un’altra notte di San Lorenzo!

Foto scaricata da Pixabay



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