Una canzone che non dimenticherò mai
Una canzone
che non dimenticherò maiFranca De
Rossi
Seduta accanto alla finestra nella vecchia cucina della
piccola casa di montagna, osservavo l’alba stringendo tra le mani la tazza
d’orzo ancora fumante.
Il mio sguardo si stava perdendo tra le fronde delle betulle,
quando improvvisamente mi è sembrato di avvertire vicino a me una presenza
familiare. Mi sono girata. Mio marito era in piedi che mi fissava.
“Ti piacciono così tanto? Dicono che incarnino la giovinezza,
la purezza” ha precisato.
Lo guardai dritto negli occhi. “Interessante. Lo sai che ne
sono sempre rimasta affascinata. In particolare mi piace la corteccia,
bianco-argentato che può sbucciarsi in sottili strati. Se l’accarezzi è liscia,
vellutata al tatto. Se proprio devo descriverla in modo suggestivo, allora dico
che si tratta di un’esperienza sensoriale unica.”
“Ci credo” ha risposto. “Lo capisco dal colore dei tuoi occhi
che diventano più luminosi e più azzurri del cielo. Quando sei in contemplazione
loro si illuminano di gioia. Mi sono innamorato subito dei tuoi occhi.”
Così, abbracciandomi le spalle, ha cominciato a canticchiare nell’orecchio
le parole della canzone, che nel tempo è diventata la colonna sonora della
nostra vita.
Lisa dagli occhi blu
senza le trecce la stessa non sei più.
Piove silenzio tra noi
vorrei parlarti ma te ne vai.
Ogni volta che l’ascolto mi commuovo e un’ondata di ricordi giovanili
si rincorrono inondandomi la mente e il cuore.
Ero una ragazzina quando l’ho conosciuto e lui ha sempre, e
ripeto sempre, accompagnato le nostre uscite con Lisa dagli occhi blu.
Quando intonava la seconda strofa
Classe seconda B
Il nostro amore è cominciato lì
Lisa dagli occhi blu
Senza le trecce non sei più tu
sorridevo per la buffa coincidenza perchè realmente frequentavo
proprio la sezione B all’Istituto Magistrale.
Il nostro amore però non era sbocciato sui banchi di scuola, poiché
c’erano tra noi alcuni anni di differenza.
A quei tempi ero una ragazzina che non portava le trecce, come
Lisa, ma indossava la minigonna.
Quando Mario Tessuto la cantò per la prima volta, era la più bella
canzone del lontano disco per l’estate 1969. Allora io avevo 15 anni e già
frequentavo il ragazzo che ora è mio marito. Non si può dimenticare una canzone
che ti è entrata nella pelle, che smuove le emozioni più profonde.
Foto scaricata da Pixabay

Un tuffo indietro per recuperare emozioni dal cassetto del tempo
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