Zanzare!
Zanzare!di Patrizia Cancelliere
Tutti ci siamo chiesti, almeno una volta nella vita,
quale sia l’utilità delle zanzare nel mondo. Chi è religioso, con un atto di
fede, accetta che esistano, pensando che, se l’Essere Superiore le ha create,
una ragione ci deve essere. Chi non crede, è sicuro che siano state il prodotto
di un bizzarro incidente, avvenuto durante l’evoluzione degli animali sulla
terra.
Resta il fatto che esse sono tra di noi e ignorarle,
a volte, è proprio impossibile.
Per un lungo periodo della mia vita, però, da quel
punto di vista, sono stata molto fortunata. Ignorarle mi risultava facile
perché loro, per prime, si disinteressavano a me. Non usavo repellenti, il cui
odore sulla pelle mi infastidiva ma, nonostante questo, ero l’unica che potesse
affrontare serenamente le sere estive fuori di casa e sperare di tornare senza
nemmeno una puntura. “Hai un gusto cattivo!” Mi prendevano in giro gli amici,
invidiosi, grattandosi furiosamente i ponfi rossi ma io ero fiera di questa
specie di immunità e non mi dispiaceva per niente che le zanzare non mi
trovassero appetitosa.
Nonostante non mi importunassero, tuttavia, non mi
stavano simpatiche. Stupida, inutile, succhiasangue, pensavo
quando ne vedevo una sul muro, pronta per essere fulminata con una ciabattata
precisa da mia madre, almeno vatti a nascondere, ora
che hai la pancia piena! Ma, se la mamma non l’aveva notata, non la
denunciavo. Do ut des!
Una sera, senza preavviso, tutto era cambiato, a
riprova del fatto che anche le cose belle hanno una fine.
Il programma era di andare al cinema, all’aperto, a
vedere per l’ennesima volta Jesus Christ Superstar.
Le proiezioni al cinema Ambra erano una croce e una delizia. Il fresco della
notte si mescolava al profumo degli alberi e all’odore della massicciata
ferroviaria, per vedere le stelle e la luna, se c’erano, era sufficiente alzare
gli occhi al cielo e, a volte, erano uno spettacolo più bello del film, spesso
l’audio veniva coperto dal rumore dei treni che entravano sferragliando in
stazione ma, sempre, le zanzare la facevano da padrone. Presentarsi senza alcun
tipo di protezione era un suicidio; io lo facevo normalmente perché era
risaputo che non mi degnavano di uno sguardo.
Appena si era spenta la luce, però, avevo cominciato
a sentir ronzare intorno a me. Tanto non mi pungono, pensavo, ma ero infastidita perché mi
disturbavano. E, poco dopo, era partito l’attacco spietato. Sotto gli occhi
increduli dei miei amici avevo iniziato ad agitarmi, a dare manate frenetiche
per allontanare le zanzare che, evidentemente, avevano cambiato idea su di me e
mi assaggiavano con grande soddisfazione. Nell’intervallo, quando si sono
accese le luci, ero disperata, colpita nel fisico e nell’animo. Gli amici mi
guardavano soddisfatti, giustizia era fatta, ora ero davvero una di loro.
Falsamente comprensivi ma ridacchianti, si divertivano a indicarmi le bolle
rosse che mi si stavano formando sulle gambe. Che fare? Fuggire non sarebbe
stato dignitoso, rimanere alla mercé delle zanzare, senza nessuna protezione,
era impensabile.
Due file davanti a me, una ragazza seduta da sola
aveva estratto dalla borsa una boccetta, si era versata qualche goccia del
contenuto sulle mani e aveva cominciato a spalmarsi il liquido sulle braccia.
Mi era arrivata una zaffata di buon profumo di menta. Ma certo, è risaputo che
la menta tiene lontane le zanzare ed è anche naturale, ecologica e gradevole! E
così, spinta dallo sconforto, mi sono presentata e le ho chiesto, per carità, che
mi prestasse un po’ della sua menta. È rimasta un attimo indecisa, come se
volesse dire qualcosa ma, in quel momento, la luce si è spenta, cominciava il
secondo tempo. Mi ha teso
il boccettino dicendo in fretta “Certo, tienila pure fino alla fine del film.”
Sono tornata al mio posto con quel piccolo tesoro
fra le mani, ora avevo un’arma per combattere quelle zanzare vigliacche e
voltagabbana. Il flaconcino era piccolo e dotato di un contagocce.
Sull’etichetta c’era scritto Estratto concentrato di
menta piperita. Non c’era tempo per farsi domande e mi sono spalmata per
bene tutte le parti scoperte con quella provvidenziale e profumatissima mistura,
pensando Accidenti, ce n’è poca. Pazienza, se la uso
tutta, gliela ricompro. Un attimo dopo sono stata invasa da una sensazione
di gelo polare seguita da un tremendo bruciore, specialmente nei punti dove la
pelle è più sensibile. Avevo il collo totalmente anestetizzato e l’impressione
che la testa galleggiasse sulle spalle ma le zanzare erano sparite. Ho passato
l’ultima ora totalmente assorbita dalle varie sensazioni che la menta provocava
a ondate nel mio corpo che andavano dalla gelida freschezza alla scottatura
infernale, dall’insensibilità al formicolio. Al termine della proiezione, un po’ provata, ho restituito
il flaconcino, quasi vuoto, alla ragazza che mi ha guardata allibita e, per
ringraziarla, l’ho invitata a bere una cosa con noi. Così siamo diventate
amiche e non ci siamo più lasciate, nonostante siano passati quarant’anni. Solo
qualche tempo dopo mi ha confessato che, quella sera al cinema, avrebbe voluto
raccomandarmi di usare con parsimonia l’estratto di menta perché è molto forte
sulla pelle ma non lo aveva fatto per timore di sembrare poco generosa. Ancora
oggi ridiamo di quell’episodio, ringraziando le zanzare che ci hanno fatte conoscere.
Foto da Pixabay

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