Da Natale a Capodanno. Gli auguri dal Corso di Scrittura Creativa dell'Unitre di Alessandria.
Siamo alla vigilia dell'ultimo giorno di questo 2025. Nel formularvi i nostri auguri per bellissimo, sereno, Anno Nuovo, i partecipanti al Corso di Scrittura Creativa del mercoledì hanno scelto una fiaba.
Buona lettura e Buon Anno!
LA RENNA LICENZIATA DA BABBO NATALE
di Daniela Lentinio
Era
quasi Natale, erano giorni frenetici al Polo Nord, gli aiutanti di Babbo Natale
erano nella grande fabbrica a costruire giocattoli. L'Elfo Postino aiutava
Babbo Natale a aprire e leggere le letterine arrivate dai bambini di tutto il
mondo e le smistava nei vari reparti: "Questa va al reparto cavalli a
dondolo, questa al reparto bambole con accessori, questa al reparto libri"
accompagnava ad alta voce il suo lavoro.
La
grande slitta era quasi pronta e già i primi giochi erano stati sistemati, la
data della partenza si stava avvicinando.
Ma
le renne?
Riposavano
nella stalla e si stavano preparando alla grande notte, mangiando biscotti di
mele e cannella inzuppate nel latte caldo, che aveva preparato l'Elfo Cuoco.
Una
volta al giorno Babbo Natale faceva loro visita per assicurarsi che andasse
tutto bene e che fossero rifocillate e al calduccio.
Un
giorno entrando nella stalla con un rapido sguardo Babbo Natale
contò: “1,2,3,4,5,6,7 e sono 8, ne manca una, manca Freccia!
Non è la prima volta! Sapete dirmi dov'è?”
A
questa domanda le renne, timidamente e in coro, risposero: "E' andata in discoteca ieri sera, è rientrata tardi e ora sta
ancora dormendo."
Freccia
era la renna più giovane della mandria, erano state selezionate e laboriose,
anche Freccia lo era, ma le piaceva troppo la discoteca e sempre più spesso la
frequentava.
Inutile
dire che Babbo Natale le aveva spiegato più e più volte quale fosse il
comportamento delle renne della sua slitta, ma Freccia faceva sempre di testa
sua, sempre attratta dal Corno d'Oro, la discoteca della zona.
"Tornerò
più tardi e le parlerò nuovamente" borbottò quasi infuriato Babbo Natale
col suo vocione.
La
renna più anziana replicò: "Non ti arrabbiare, lo sai che
ti sale la pressione!"
Ma Babbo Natale era
già uscito. Sarebbe stato più deciso con Freccia, non voleva
lasciare correre, come le molte volte precedenti: la Grande Notte stava
arrivando.
Poche
ore dopo Babbo Natale era nella stalla: "Freccia, Freccia, dove sei? Devo
dirti due paroline" tuonò.
"Eccomi
Capo" esordì timidamente Freccia, ancora indossando il gilet di paiettes,
bracciali luminosi e un vistoso paio di occhiali da sole che nascondevano
occhiaie per il poco riposo. Tra uno sbadiglio e l'altro e camminando stanca si
avvicinò a Babbo Natale dicendo:" Lo so, lo so, in questo periodo di gran
lavoro non devo andare in discoteca, ma è più forte di me, quanto mi piace la
musica e ballare!"
Si
capiva dalle sue parole che Freccia era mortificata dal suo stesso
comportamento. Ma Babbo Natale non volle semtire ragioni: "Questa volta hai esagerato, Freccia, la mia pazienza è finita, ti
licenzio, non sarai più una renna della slitta!"
A
questa parole un coro di
"OOOH!" arrivò dal resto della mandria.
"Capo,
no, dammi ascolto, ti prometto che niente più Corno d'Oro!" Le parole di
Freccia caddero nel vuoto.
"Fai
fagotto e vai, non c'è più posto per te in questa stalla!"
Babbo
Natale non volle sentire ragioni, era proprio infuriato. Mollemente Freccia
pronta ad andarsene, salutò le altre
renne che le raccomandarono di non prendere troppo freddo e passare ogni tanto
a trovarla.
Freccia
se ne andò.
Era ormai così
lontana da casa che era diventata un puntino nel bianco della neve quando Renne ed Elfi si riunirono e decisero di parlare a
Babbo Natale: "Ripensaci Babbo, cosa farà Freccia? Non ricordi che anche tu da giovane facevi sempre di
testa tua? Dai ripensaci!"
Era
tutto vero, anche lui da giovane era un poco birbantello, intenerito da quelle parole (si sa che Babbo Natale ha il cuore tenero) uscì nella
neve, raggiunse
Freccia e le parlò: "Torna indietro, sei una brava renna, voglio darti un'ultima
occasione" "Tutto quello che vuoi, Capo!" rispose Freccia con voce tremante e le lacrime agli
occhi"
“Cara Freccia,”
continuò lui “dovrai tenere in ordine le
stalle delle tue amiche renne, fare in modo che stiano sempre al
caldo e mai senza cibo. Non chiederai di
trainare la slitta"
"Sì,
sì Capo, accetto, voglio essere una renna di Babbo Natale e da
oggi in poi ti chiamerò Babbo Natale, non più Capo"
Tornarono
insieme accolti da un applauso di Elfi e Renne.
Se
nella notte di Natale vi è capitato di vedere in cielo la
slitta trainata da solo 8 renne, sappiate che Freccia era rimasta nella stalla e stava ancora pensando
che in fondo è una renna fortunata, che Babbo Natale è davvero buono
e che al Corno d'Oro stanno ballando senza di lei.
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Che bella storia, brava, ci voleva un racconto di Natale!
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